10 luglio 2020
Aggiornato 20:30
come cambia l'italia

Eurispes, gli italiani sono sempre più green: aumentano i vegetariani e gli animali domestici

Aumenta il numero di italiani che dichiara di essere vegetariano o vegano, e il 43,3% ha un animale da compagnia

ROMA - Il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano e il loro numero è in lieve aumento: infatti negli ultimi tre anni la quota di vegetariani in Italia è dapprima diminuito (passando dal 6,5% del 2014 al 5,7% del 2015), poi aumentato di quasi 2 punti percentuali nel 2016. La novità è rappresentata dalla percentuale di vegani che, pur essendo una minoranza della popolazione, appariva in forte calo solo un anno fa (dallo 0,6% del 2014 allo 0,2% del 2015), nel 2016 raggiunge l'1%. Sommando le due pratiche alimentari (la dieta vegetariana e quella vegana), a seguire una dieta scevra dall'apporto di proteine animali è l'8% circa degli italiani. È quanto emerge da un sondaggio Eurispes contenuto nel Rapporto Italia 2016, presentato oggi.

Vegetariani e vegani per tutelare la salute
La maggior parte di chi ha risposto di essere vegetariano o vegano è mosso da ragioni che hanno a che fare con la salute e il benessere: il 46,7%. Il 30%, invece, dalla sensibilità nei confronti degli animali, mentre poco più del 12% deve la sua scelta alla sensibilità per la tutela ambientale. Il 43,3% degli italiani ha uno più animali da compagnia. Un dato in ripresa rispetto alle due precedenti indagini (nelle quali, complice probabilmente anche la crisi il dato prendeva gradazioni decisamente inferiori) anche se non hai livelli di quanto rilevato nel 2013, quando si arrivava al 55,3% di chi aveva un pet in casa.

Aumentano gli animali domestici
In particolare, nel 2016, il 22,5% ha un animale da compagnia, il 9,3% ne ha due, il 4,1% ne ha tre e il 7,4% dichiara di averne più di tre. Al Centro (23,8%) e nelle Isole (27,5%) si concentra la maggioranza di chi ha un animale domestico. Ma ad accogliere in casa due (13,4%), tre (5,8%) o addirittura più di tre animali da compagnia sono soprattutto gli abitanti del Nord-Ovest (9,9%). Una particolare propensione ad adottare più di tre animali si riscontra anche in Sicilia e Sardegna (8,1%). In una posizione intermedia il Sud, dove quasi il 22% possiede almeno un pet e il 9,4% ne possiede due.

I pet più amati dagli italiani
I risultati dell'indagine non sfatano il mito: il miglior amico degli italiani resta il cane (60,8%). Segue il gatto che nel 49,3% dei casi si conferma il secondo animale da compagnia presente nelle nostre case. Con grande distacco troviamo pesci e la tartarughe (entrambi all'8,7%), uccelli (5,4%), conigli (5,2%), criceti (3,1%) e animali esotici (2,1%). A fine classifica si colloca il cavallo che batte i rettili (con l'1,9% contro l'1%) e l'asino (0,4%). L'opzione "altro" raccoglie il 3,7% delle indicazioni. Una particolarità: al Nord-Ovest il compagno più accolto resta il cane, con il 28,4% degli abitanti che lo preferisce al gatto (24%), al Nord-Est cane e gatto, invece, popolano in egual misura le case (23,2%), ma è al Sud (29,3%) e nelle Isole (29,5%) che il cane trova il suo habitat, con una percentuale totale di 58,5% nel solo Mezzogiorno. Criceti (3,1%) e conigli (4,5%) trovano più spesso casa al Nord-Ovest. Le tartarughe sono amate nelle Isole (6,7%) e i pesci nel Centro Italia (5,8%).

Quanto spende chi ha un animale domestico?
La maggioranza (38,6%) di chi ha un animale riesce a non oltrepassare la media dei 50 euro mensili per i pet e più del 35% contiene le spese sotto i 30 euro al mese. Solo il 19% spende fino a 100 euro mensili per cibare, tenere pulito o curare il proprio animale. Una minoranza coloro che possono permettersi di spendere ancora di più: il 4,3% che dedica al proprio pet un budget da 101 a 200 euro mensili, l'1,6% fino a 300 euro e un esiguo 1,4% che affronta una spesa di oltre 300 euro mensili. Negli ultimi anni, anche se si è verificata una contrazione della spesa per il sostentamento degli animali domestici, tuttavia si è verificato un incremento di qualità.

Più qualità negli acquisti e nelle scelte alimentari
Infatti, sono diminuiti di ben 11 punti percentuale coloro che mettono in budget meno di 30 euro al mese, ma sono aumentati i possessori di animale che spendono fino a 50 euro mensili (passati dal 32,8% del 2014 al 36% del 2015 al 38,6% del 2016) e cresciuti di quasi 7 punti percentuale coloro che spendono fino a 100 euro (nel 2014 erano il 10,9%, nel 2015 il 13,7% e nel 2016 il 19%). Fino a coloro che non badano a spese e sono disposti a spendere per i loro amici animali anche molto di più: sono aumentati infatti i proprietari di animali da compagnia che spendono fino a 200 euro (passati dal 3,2% dello scorso anno al 4,3% di quest'anno), fino a 300 euro (dallo 0,9% del 2015 all'1,6% del 2016) e più di 300 euro (dallo 0,3% all'1,4% di quest'anno).

Le spese inevitabili e il ricorso al fai da te
Nella maggioranza dei casi la spesa alimentare per gli animali da compagnia è contenuta: sotto i 30 euro mensili (47,2%) o comunque tra i 30 e i 50 euro (36,3%). Solo il 10,9% arriva a spendere fino a 100 euro e il 3,7% fino a 200 euro mensili. Pochissimi investono cifre tra i 200 e più di 300 euro (complessivamente l'1,8%). Per spese mediche e i farmaci il 38,1% si contiene entro i 30 euro annui, il 24,1% entro i 50 euro all'anno, il 18,4% spende fino a 100 euro. L'8,9% dei proprietari di pet spende fino a 200 euro l'anno per spese mediche e sanitarie, il 5,4% e il 5,2% fino a 300 euro e più. Supera il 65% la percentuale di coloro che contengono la spesa della toletta entro i 30 euro all'anno, ricorrendo più spesso evidentemente al "fai da te». Solo il 15,5% spende fino a 50 euro annui per tenere pulito il proprio animale ma il 7,6% ne spende fino a 100; il 6,6% fino a 200; il 2,5% fino a 300 e il 2,7% supera i 300 euro annui. Infine, anche se in tempi di crisi si risparmia su tutto, gli italiani non rinunciano ai gadgets per i loro cuccioli: il 76,7% spende almeno 30 euro all'anno per collari, ossi di plastica, palline di spago, cappottini di lana, ecc., il 13,2% ne spende fino a 50, il 5,2% fino a 100 e il 2,7% fino a 200 euro annui. Inferiore invece il numero di chi sostiene una spesa annua elevata: lo 0,4% tra i 200 e i 300 euro e l'1,9% più di 300 euro. (Fonte Askanews)