16 luglio 2019
Aggiornato 03:30
la cerimonia presso il tempio maggiore

Roma ricorda il rastrellamento del Ghetto del '43

Alla cerimonia di commemorazione ha partecipato Nicola Zingaretti: "Non vogliamo e non possiamo dimenticare"

ROMA - Il 16 ottobre del 1943 il Ghetto di Roma è stato rastrellato dai nazisti che hanno perquisito casa per casa dalle 5 del mattino alle 14 del pomeriggio. Sono stati spediti nei campi di concentramento anche anziani, donne e numerosi bambini, mentre tutti i beni dei residenti venivamo sequestrati.

Zingaretti: Non possiamo dimenticare
«Siamo qui come sempre tutti gli anni e per sempre perché non si può, non vogliamo e non possiamo dimenticare quanto accadde il 16 ottobre. È stata una ferita alla comunità Ebraica, ma è stata una ferita a Roma, per l'Italia, perché furono sradicate vite innocenti che non avevano alcuna colpa se non di essere di religione ebraica. Siamo vicini a Comunità e siamo qui soprattutto per noi perché non vogliamo dimenticare un'onta che non è stata solo verso la comunità e verso le persone civili». Parole del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che questa mattina al Tempio Maggiore, a Roma, ha preso parte alla cerimonia in ricordo del rastrellamento del ghetto, il 16 ottobre 1943.

Di Segni: Sono passati 72 anni ma questa ferita è ancora presente
Una breve cerimonia alla quale hanno preso parte il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, l'assessore uscente alla Scuola del Comune di Roma, Marco Rossi Doria, Gemma Azuni in rappresentanza della Città Metropolitana e il presidente delle Comunità ebraiche italiane (UCEI), Renzo Gattegna. «E' indispensabile - ha detto Di Segni - mantenere la memoria anche se il numero degli anni si allunga, ne sono passati 72. Ma questa ferita è ancora presente, non é mai stata ricomposta, con tutto quello che succede nel mondo è importante essere memori e anche vigili. C'è il problema dello scontro dei popoli e di culture differenti, c'è il tema della convivenza, della costruzione dell'Europa, della società pacifica: la lista é ben lunga».Dopo di lui ha preso la parola Marco Rossi Doria: «La deportazione del ghetto di Roma è stato uno degli episodi centrali della deportazione degli ebrei italiani. In un tempo in cui ricominciano ad esserci segnali nel mondo purtroppo preoccupanti, di persecuzioni e di stermini di ogni tipo, è fondamentale che le autorità civili siano al posto giusto a ricordare e a fare poi il lavoro di ogni giorno, nelle scuole, per ricordare queste cose terribili che sono d'insegnamento in un momento in cui bisogna riprendere una vigilanza forte», ha concluso. (Fonte Askanews)