2 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Situazione al limite a Roma

Il Pd scarica Marino, il sindaco vuole restituire tutto e Renzi: «Deciderò presto»

La situazione a Roma precipita: il sindaco Marino annuncia di voler restituire i 20mila euro di spese istituzionali pur di placare le polemiche, ma dalle fila del Partito democratico la decisione di «deporre» il sindaco sembra vicina

ROMA – L'esperienza di sindaco di Ignazio Marino sembra proprio essere arrivata al capolinea. La bufera abbattutasi sul sindaco dal famoso viaggio negli Stati Uniti di un paio di settimane fa non accenna a placarsi e stavolta anche il Pd è stanco. Sembra, infatti, che dalle file interne del partito si sia deciso che è finito il tempo delle giustificazioni: il Pd non sarebbe più disposto a proteggere il sindaco. È solo questione di tempo, poi il segretario Matteo Renzi sceglierà di chiedere al medico-sindaco di lasciare la poltrona.

Orfini abbandona il sindaco
Anche il commissario straordinario del Pd romano, Matteo Orfini, che aveva difeso Marino a spada tratta nel corso delle innumerevoli polemiche in cui l'amministrazione è stata coinvolta negli ultimi due anni, con la prova degli scontrini, sembra essere deciso a mollare il sindaco. Martedì scorso il commissario ne avrebbe parlato esplicitamente con Marino e mercoledì si sarebbe mostrato piuttosto sdegnato da tutta la vicenda. «Questa vicenda rischia di andare fuori controllo», confesserà Orfini ai suoi, lasciando chiaramente intendere che spetta a Renzi ora fare il passo decisivo. La situazione capitolina sembra essere precipitata: prima era solo una questione di inadeguatezza del primo cittadino, evidentemente incapace di far fronte alle problematiche che attanagliano la città. Ora, però, la questione è ben più complessa: è stata avviata una indagine da parte della procura e l'accusa di peculato – sebbene da verificarsi ancora – pesa come un macigno sul sindaco e sul Pd tutto.

A quando l'intervento di Renzi?
Si attende, quindi, l'intervento di Renzi, che, in realtà, pareva essere propenso a disarcionare il sindaco già da qualche tempo. Se fino ad ora il premier ha deciso di tenersi lontano dalla «questione capitolina», ora metterci il naso sembra essere più che necessario. A Palazzo Chigi il premier sembra aver affermato che «non si può più andare avanti così» e pare chiaro che il segretario del Pd stia ragionando già sul nome del successore del medico.

Il tempo stringe
Il tempo stringe, però, e bisogna darsi una mossa. Se Marino scegliesse – finalmente – di dimettersi entro febbraio, si scivolerebbe in automatico verso le elezioni in primavera. La città avrà dimenticato in così poco tempo le beghe del Pd su Roma? Sembra piuttosto difficile. Si dovrebbe aspettare febbraio e in quel caso sperare che per la tornata elettorale dell'autunno 2016 i romani abbiamo rimosso tutto, per poter sperare di rimettere sulla poltrona del Campidoglio ancora uno del Pd. Aldilà delle questioni sul «come» e «quando» sembra piuttosto chiaro che alternativa non esista: la situazione è al limite e Marino va «deposto». Per il bene dei romani, sì, ma soprattutto del Pd.

I 20mila euro indietro, «per i romani»
Intanto il sindaco cade dalla padella alla brace e se fino ad oggi aveva negato tutto continuando ad evitare le domande dei cronisti, nella serata di ieri è esploso dichiarando che, pur avendo speso quei 20mila euro per «l'interesse della città», restituirà fino all'ultimo centesimo ma non per chi lo attacca, ma «per i romani». Un altro scivolone del sindaco che mosso dalla disperazione opta per una decisione che sa tanto di colpevole. Intanto anche il segretario Renzi si lascia scappare qualche parola di troppo: «Devo ancora decidere», afferma a notte fonda, ma precisa: «Lo farò presto».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal