13 giugno 2021
Aggiornato 07:00
Il piccolo è stato momentaneamente affidato a un tutore comunale

Martina Levato potrà vedere il figlio

I giudici del tribunale per minorenni di Milano hanno deciso che Martina Levato potrà vedere suo figlio una volta al giorno, alla presenza di operatori sanitari e con una visita di durata contenuta. Il tribunale ha inoltre aperto, come richiesto dal pm dei minori Annamaria Fiorillo, il procedimento di adottabilità del minore sul quale, però, dovrà esserci poi una decisione successiva

MILANO (askanews) - Il Tribunale dei Minori ha deciso: Martina Levato potrà vedere tutti i giorni il suo bambino nato all'alba del giorno di Ferragosto dalla relazione con Alexander Boettcher. Nel loro provvedimento «urgente e provvisorio» i giudici hanno stabilito che la bocconiana non potrà allattare direttamente suo figlio, che le sue viste dovranno avere durata limitata e svolgersi obbligatoriamente alla presenza di un operatore socio-sanitario. Una momentanea boccata d'ossigeno per Martina che immediatamente dopo il parto si era vista sottrarre il figlio su disposizione del pm dei minori, Annamaria Fiorillo. «Siamo felicissimi», è stato il commento dei suoi genitori a cui i giudici hanno concesso la possibilità di visitare il neonato negli orari d'ospedale.

Il piccolo è stato momentaneamente affidato a un tutore comunale
Subito dopo il verdetto, Martina ha potuto vederlo e potrà farlo anche nei prossimi giorni, ma solo per un periodo di tempo limitato e sempre sotto osservazione di un assistente sociale. Una volta dimessa dalla clinica Mangiagalli, sarà trasferita insieme al figlio all'interno dell'Icam, l'istituto di custodia attenuata che accoglie le madri detenute, così come disposto settimana scorsa dal Tribunale di Milano. La sua patria potestà, così come quella di Alex, resta sospesa per effetto della pena accessoria disposta nell'ambito della condanna a 14 anni per l'aggressione con l'acido al coetaneo Pietro Barbini, suo ex compagno di liceo con cui aveva avuto una relazione.

La difesa punta all'affidamento ai nonni
Questo fino alla conclusione del procedimento per l'adozione del piccolo che i giudici hanno avviato sulla base del ricorso presentato dal pm Fiorillo. E' un iter che richiederà diversi mesi e che comporterà il coinvolgimento di consulenti esperti in psichiatria e pedagogia infantile. Sarà questa la vera partita su cui si gioca il futuro del figlio della cosiddetta «coppia diabolica». Gli avvocati delle difese puntano a portare a casa l'affidamento del bambino ai nonni. Per il momento, nel procedimento si sono costituti solo i genitori di Martina. I nonni paterni non hanno potuto ancora farlo poiché Alex non ha ancora riconosciuto il piccolo. Proprio oggi, attraverso il suo legale, il broker ha scritto una lettera al Garante dei Detenuti e all'amministrazione comunale milanese nella persona sindaco Giuliano Pisapia sollecitando chiarimenti sulle procedure da seguire. Alex è recluso a San Vittore, finora non gli è stato concesso di vedere suo figlio e per riconoscere il bambino è necessario che un messo comunale si rechi in carcere per formalizzare l'atto. Il suo difensore, l'avvocato Alessandra Silvestri, ha assicurato di aver telefonato a Palazzo Marino per chiedere spiegazioni. «Ma ci è stato spiegato - denuncia il legale - che Martina, al momento di riconoscere il figlio, ha già indicato Boettcher come padre e che perciò il funzionario comunale non è più tenuto ad andare in carcere».