25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Lega nord: leggi criminali su immigrazione

Carabiniere aggredito, Salvini: via il senegalese dall'Italia

A Genova un senegalese ha aggredito e ferito un carabiniere durante un controllo dei documenti. L'uomo, oggi ai domiciliari, si difende: «Pensavo volesse derubarmi»

ROMA - Ha colpito un carabiniere con un cacciavite e oggi è agli arresti domiciliari. È successo lo scorso venerdì a Genova: un cittadino di origine senegalese è stato avvicinato da due militari per essere sottoposto ad un controllo dei documenti. Secondo la ricostruzione dei fatti, i carabinieri avrebbero notato una coppia di senegalesi in una via isolata del capoluogo ligure. Una volta fermati, l'uomo avrebbe estratto un cacciavite ferendo un maresciallo dei carabinieri con colpi alle braccia, al volto, allo sterno e alle spalle. 22 giorni di prognosi al militare ferito e sette al collega, che ha riportato alcune contusioni.

La Lega contro l'immigrazione
Le reazioni di parte della politica all'aggressione del carabiniere sono state dure e severe. Il leader della Lega nord, Matteo Salvini ha risposto con durezza al fatto, denunciando da subito, ancora, l'inefficienza del governo in fatto di immigrazione. Subito, sulla bacheca Facebook, il leader del Carroccio scriveva: «Genova, è grave in ospedale un carabiniere ferito questa mattina al torace da un senegalese, con un cacciavite. Il senegalese è stato arrestato. Io non lo metterei in galera, lo rispedirei subito al suo paese! Quante belle 'risorse'...».

Centinaio: è ora di chiudere le frontiere
Il fatto di Genova rafforza la posizione della Lega nord nei confronti della 'malagestione' dell'emergenza immigrazione da parte del governo Renzi. Anche altri esponenti del Carroccio hanno, infatti, denunciato con indignazione gli scarsi risultati raggiunti dalla politica intrapresa dal ministro dell'Interno Angelino Alfano in materia di immigrazione. Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega nord al Senato, ha espresso vicinanza al militare e ribadito la necessità di adoperare il pugno duro con chi sbaglia: «Grande solidarietà e vicinanza al carabiniere aggredito oggi a Genova da un senegalese. Leggo che è in gravi condizioni: spero che si rimetta del tutto e presto. È l'ennesima violenza intollerabile da parte di immigrati che vivono fuori da ogni regola. È fortissima l'indignazione di fronte a quello che è accaduto. Basta: è ora di chiudere le frontiere e rispedire i delinquenti nei loro paesi d'origine».

Fedriga: ormai siamo alla giungla
Anche il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga, commenta la notizia del carabiniere ferito a Genova dal senegalese e in una nota scrive: «Solidarietà alle Forze dell'Ordine e vicinanza al carabiniere ferito. Ormai i nostri territori sono diventati un far west dove agli stranieri, magari irregolari, è concesso tutto. Alle forze dell'ordine invece è impedito di svolgere il loro lavoro in sicurezza e, a causa delle leggi di questo governo, rischiano pure di ricevere una denuncia nel caso in cui tentino di difendersi o tutelare la sicurezza dei nostri cittadini». E continua puntando il dito contro la negligenza di un Paese ormai alla deriva: «Ormai siamo alla giungla: gli extracomunitari arrivano da tutto il mondo sapendo che tanto in Italia non esistono conseguenze per i criminali. Infatti il governo e il Partito democratico, invece di colpire con fermezza e durezza i delinquenti, hanno approvato svuotacarceri, sconti di pena e depenalizzazione dei reati: tutte misure per garantire l'impunità a chi commette reati. Non solo: con il sostanziale azzeramento del fondo per i rimpatri hanno di fatto bloccato qualsiasi espulsione di stranieri dal territorio nazionale».

Marcolin: leggi criminali su immigrazione
Dalla commissione Difesa parla l'esponente della Lega nord Marco Marcolin, che, oltre a ribadire la solidarietà al militare, sottolinea l'assurdità della normativa in ambito di immigrazione: «Solidarietà e vicinanza a tutte le nostre Forza dell’Ordine che ogni giorno rischiano la vita per difendere l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini nonostante le leggi criminali di questo governo che tutelano i delinquenti e penalizzano i nostri uomini in divisa. Quanto accaduto a Genova è inaccettabile. Il criminale che ha ferito il carabiniere deve essere processato immediatamente e lasciato marcire in galera, magari nel suo paese d’origine».

Agli arresti domiciliari
Il Giudice del Tribunale di Genova ha concesso gli arresti domiciliari al cittadino senegalese. Decisione arrivata a conclusione del processo per direttissima impartito nei confronti dell'uomo colpevole di aver aggredito il militare. Restano le accuse, ma l'udienza è stata aggiornata al prossimo 17 luglio in seguito alle richieste dei termini per la difesa avanzate dai legali dell'uomo. Accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi, durante l'udienza il trentunenne senegalese – operaio edile in una ditta del centro storico del capoluogo ligure – si è difeso adducendo come giustificazione che l'aggressione è avvenuta perché convinto che il militare fosse un malintenzionato che volesse derubarlo: i carabinieri erano in borghese e l'uomo non ha capito che quello in corso era un controllo.