20 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
I fittiani disertano la riunione con Berlusconi

Fitto: «Forza Italia è sempre più nel caos»

"Leggo di riunioni oggi dei gruppi di Forza Italia. E per discutere di cosa?": è quanto dichiara in una nota il leader dei Ricostruttori, Raffaele Fitto, spiegando perché i 'suoi' disertano l'incontro.

Roma (askanews) - «Leggo di riunioni oggi dei gruppi di Forza Italia. E per discutere di cosa? Visto che, da settimane, ci sono commissariamenti a tutto spiano, nomine decise dalla sera alla mattina, e una gestione totalmente fuori dalle regole. Riunioni così non servono neanche a salvare la forma, figurarsi la sostanza». E' quanto dichiara in una nota il leader dei Ricostruttori, Raffaele Fitto, spiegando perché i 'suoi' disertano l'incontro.

Dobbiamo rifondare un centrodestra credibile e compatto
«Il partito - aggiunge Fitto - è sempre più nel caos, sia politico-strategico sia organizzativo. Il che conferma la nostra valutazione sulla necessità di rifondare un centrodestra credibile e competitivo, dopo i 9 milioni di voti persi in questi anni. Sul piano politico, è sempre più evidente (la cosa sarà solo mascherata da qualche stentorea dichiarazione da campagna elettorale) una deriva neo-Nazarena per dopo le elezioni regionali. E ciò è inaccettabile. Sul piano interno e organizzativo, vedo che Forza Italia - insiste Fitto - pronuncia parole di fuoco per la sostituzione di dieci membri del Pd della commissione Affari Costituzionali della Camera. Mi domando se sia la stessa Fi nella quale, per 'crimine di opinione', cioè solo per aver espresso un'opinione o per aver partecipato a un'assemblea, dirigenti e parlamentari di diverse parti d'Italia sono stati commissariati o sostituiti o rimossi dai loro incarichi di partito. E, con la stessa 'logica', sempre senza regole, si sta procedendo all'esclusione di candidati dalle liste regionali. E' uno spirito liberale a intermittenza: liberali nei giorni pari (a casa d'altri), imbavagliatori nei giorni dispari (a casa propria). Per queste ragioni, non mi pare - conclude - che ci siano le condizioni per un dibattito di verità nei gruppi parlamentari».