25 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
L'intervista al DiariodelWeb.it

Cota: «diciamo basta ai giovani senza lavoro e ai clandestini in hotel»

In attesa dell'iniziativa «Chiedo asilo anch'io», che si terrà sabato e domenica in numerose piazze italiane, parla in esclusiva al DiariodelWeb.it il segretario piemontese della Lega Roberto Cota. Che spiega perché il Carroccio esorta gli italiani a chiedere asilo partecipando alla sua manifestazione. Ribellandosi a chi, a suo avviso, si preoccupa più degli immigrati che degli italiani.

ROMA - «Chiedo asilo anch'io». Questo, il nuovo slogan della Lega Nord, che fa da titolo un'iniziativa di protesta contro l'immigrazione. L'iniziativa, che partirà nel weekend, riempirà le piazze di tutta Italia, e porterà nel solo Piemonte 150 gazebo, con una raccolta di sottoscrizioni che intende evidenziare polemicamente la disparità di trattamento per i rifugiati nei confronti delle fasce più basse della popolazione residente. Una disparità che, per il Carroccio, è tutta, naturalmente, a favore dei primi e a svantaggio dei secondi, tanto che i leghisti denunciano l'esistenza una «discriminazione al contrario». In esclusiva al DiariodelWeb.it parla dell'argomento Roberto Cota, segretario piemontese del Carroccio.

Quali valori porterete in piazza con la campagna «Chiedo asilo anch'io»? Che cosa chiedete?
«La nostra gente, i nostri cittadini non possono essere sempre messi all'ultimo posto. Trovo, ad esempio,paradossale che si discuta di come garantire la casa ai rom e non ai nostri giovani o ai nostri anziani in difficoltà. Aggiungo che le scelte politiche in tema di immigrazione devono essere collegate ai vari contesti storici: oggi noi non abbiamo bisogno di immigrazione, abbiamo, invece, bisogno di difendere la nostra identità. La sinistra dovrebbe prenderne atto invece di portare avanti una battaglia ideologica che non va da nessuna parte; oppure, nasconde diversi interessi collegati al business immigrati? Vedere i nostri giovani senza lavoro ed i clandestini ospitati in hotel non è una cosa giusta. Arriviamo al paradosso che un cittadino per essere considerato abbia bisogno di chiedere asilo!» 

Qual è la situazione di Torino e del Piemonte in merito all'immigrazione? Si può parlare di emergenza sociale?
«Torino è il monumento delle scelte sbagliate in tema di immigrazione ed integrazione, dalla gestione dei campi rom alla situazione delle palazzine ex Moi. Per non parlare del degrado delle periferie. Poi c'è il tema di una estesa rete di interessi che si muove attorno al business immigrazione. In Piemonte i problemi sono soprattutto a Torino, ma negli ultimi tempi se ne sono creati anche altrove, quando ad esempio il Governo Renzi ha cominciato a riempire di clandestini le altre province,  senza nemmeno coinvolgere le amministrazioni locali».

Che cosa pensa della polemica scoppiata intorno alle parole di Matteo Salvini sui campi rom?
«Salvini ha il pregio di parlare chiaro. Chi ci critica che cosa propone , di continuare a mantenere la vergogna dei campi rom? A Torino ho visto bambini girare seminudi e giocare in mezzo a topi giganteschi. E allora? E’ tollerabile una cosa del genere?»

Mafia Capitale ha scoperchiato un sistema perverso intorno alle cooperative e all'immigrazione. Che ne pensa? Come intervenire?
«Penso che ci sia una rete di interessi spaventosa. Ma l’immigrazione va gestita diversamente: deve poter entrare soltanto chi ha un lavoro ed è in grado di sostentarsi e di pagare le tasse. Negli altri Paesi fanno così, e sono paesi occidentali e democratici. Pensiamo, ad esempio, a che cosa succede negli Stati Uniti».