12 aprile 2021
Aggiornato 08:00
A Venezia la manifestazione anti-Renzi di FdI

Meloni: «Italiani, riprendiamoci la nostra sovranità nazionale»

E' la volta della manifestazione di Fratelli d'Italia. Dopo l'evento nella Capitale organizzato dalla Lega Nord, Venezia accoglie a braccia aperte il partito di Giorgia Meloni. Circa diecimila i partecipanti, riunitisi per mandare a casa il governo Renzi.

VENEZIA - E' la volta del corteo di Fratelli d'Italia. E' il 7 marzo 2015 e sono le ore 15. Dopo la manifestazione di sabato scorso nella Capitale, indetta dal segretario della Lega Nord, proseguono le proteste contro il governo Renzi.

#RENZIVATTENE - Stavolta è il partito di Giorgia Meloni ad organizzare l'evento, siamo a Venezia e si parla di circa diecimila partecipanti. Matteo Salvini non c'è a causa di impegni personali, ma ha mandato i suoi saluti e assicurato tutto il suo sostegno alla manifestazione di FdI. Contemporaneamente alla manifestazione di Giorgia Meloni si sta svolgendo una contro-manifestazione formata dai no global e comitati antifascisti, e il rischio è che i due gruppi si incontrino e si scontrino violentemente. Sono stati perciò mobilitati circa cinquecento tra carabinieri, agenti e vigili urbani per assicurare lo svolgimento delle due manifestazioni con tutta la tranquillità possibile. Il titolo della manifestazione è «Difendiamoci», sui manifesti gialli campeggia la scritta nera: «Renzi vai a casa». Durante lo svolgimento del corteo partono molti cori, quello cantato più forte degli altri è dedicato al negoziante che ha difeso la sua commessa durante una rapina: «Gra-zia-no-Stac-chio-ce-l'hain-se-gna-to,le-gi-tti-ma-di-fe-sa-non-è-re-a-to!».

MELONI: LA DIFESA È SEMPRE LEGITTIMA - Perché proprio Venezia per dare il via a una lunga serie di eventi anti-Renzi? Ce lo spiega Giorgia Meloni: «Il Veneto è la patria di Graziano Stacchio, il benzinaio indagato per aver difeso una commessa da quattro nomadi armati di kalashnikov. Per noi la difesa è sempre legittima. Quindi difendiamoci da una criminalità dilagante frutto anche di cinque decreti svuotacarceri, l’ultimo dei quali quasi dimezza le pene, sfornati in quattro anni dalla 'Troika italiana': Monti, Letta e Renzi. Senza certezza del diritto e della pena, tra immigrazione dilagante e una crisi che strozza, con le forze del l’ordine mortificate e lasciate da sole, la situazione è fuori controllo». Nel bel mezzo del corteo Ignazio La Russa, cofondatore di FdI insieme a Giorgia Meloni, prende la parola: «Un saluto veneziano a nome delle persone che sono venute a festeggiare il fronte anti-Renzi. Qui nasce il movimento che finalmente manderà a casa questo governo».

MOLLICONE: VENEZIA CI HA ACCOLTO A BRACCIA APERTE, È PRONTO UN FRONTE ANTI-RENZI - Dopo aver ospitato sul palco anche Massimiliano Fedriga, in rappresentanza della Lega Nord, la presidente di FdI prende per ultima la parola: «Grazie per questa piazza straordinaria. Grazie per questa giornata straordinaria, e per quello che rappresentate oggi qui: perché c'è l'Italia che non si rassegna». Si rivolge ai presenti che riempiono la piazza: poliziotti, studenti, insegnanti, artigiani. «Voi non siete soli, dobbiamo solamente capire quanto possiamo essere forti se ci prendiamo per mano. Solo uniti possiamo difenderci. Ci aspettano battaglie epocali contro gli interessi delle lobby economiche e finanziarie. Non siamo antieuropeisti, gli antieuropeisti sono quelli che hanno usato una moneta per arricchire qualcuno e ammazzare tutti gli altri. A un comitato d'affari noi non cederemo la nostra libertà e il nostro futuro. Vogliamo riprenderci la nostra sovranità nazionale e difenderci dai soprusi dei poteri forti.» Non mancano gli attacchi contro il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, giudicato «un pupazzo nelle mani di interessi stranieri». Federico Mollicone, responsabile comunicazione di FdI, è intervenuto ai microfoni di DiariodelWeb.it durante la manifestazione, sottolineando che:«Venezia ci ha accolti a braccia aperte testimoniando a tutta Italia l'esistenza di un importante fronte anti Renzi». Giorgia Meloni, dal palco, ha concluso così:«Siamo qui per dire: difendiamo la nostra identità e difendiamo gli italiani. La determinazione e la chiarezza che stiamo dimostrando iniziano ad aggregare tante persone libere che non vogliono morire renziane o fare inciuci con il presidente del Consiglio».