31 maggio 2020
Aggiornato 17:30
La Lega boccia il casco numerato per le forze dell'ordine

Molteni (Lega): «Dopo il salvaladri, ora c'è la caccia al poliziotto»

Le nuove regole di ingaggio per la polizia e l'introduzione di caschi numerati dovrebbero scongiurare le violenze, evitando nuove ondate di polemiche sul comportamento delle forze dell'ordine durante le manifestazioni. Ma non manca chi grida all'oltraggio nei confronti della polizia. E Nicola Molteni, Capogruppo della Lega in Commissione Giutizia, al DiariodelWeb.it esprime tutto il suo disappunto

ROMA - A pochi giorni dall’approvazione, in Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo che disciplina la non punibilità delle condotte di lieve entità e i reati sotto i 5 anni, tanto si parla delle nuove regole di ingaggio per la polizia. Che hanno suscitato molte polemiche, specialmente da destra, tra chi pensa che esse si riveleranno contrarie all'esigenza di tutelare le forze dell'ordine, ma avranno, sulle stesse, un effetto repressivo. Al DiariodelWeb.it parla Nicola Molteni, Capogruppo della Lega Nord in Commissione Giustizia.

Qual è la posizione della Lega Nord in merito alle nuove regole di ingaggio per la polizia?
«Noi siamo decisamente contrari», risponde l’Onorevole Molteni. «Siamo anche profondamente preoccupati da quello che abbiamo letto, perché stiamo parlando di dispositivi di circa 200 pagine, contenenti norme  incomprensibili, che rischiano di essere, ancora una volta, una mannaia sui poliziotti e una manna per delinquenti e per chi interpreta la manifestazione nelle piazze come elemento di guerriglia urbana, e non di espressione del proprio pensiero. Il presupposto», spiega, «dovrebbe essere che i criminali e i delinquenti sono quelli che devastano le città, rompono le vetrine, divelgono i cassonetti dell’immondizia e diffondono violenza e odio; i criminali non sono le forze dell’ordine. Sono regole di ingaggio assolutamente caotiche, interpretabili, da interpretare al momento, su cui mi auguro che il Governo muova una profonda riflessione. D’altronde», prosegue, «questo è il Governo che si è dimostrato nemico delle forze dell’ordine, nemico della sicurezza, che predilige la tutela di criminali e delinquenti rispetto che quella delle forze di sicurezza»​.

E che cosa pensate della proposta di introdurre caschi numerati?
«​In quanto al numero identificativo», spiega, «siamo alla vera e propria schedatura delle forze dell’ordine. Noi crediamo che ci possa essere una soluzione, per garantire la sicurezza delle forze dell’ordine, ma anche quella di chi manifesta. Il numero identificativo rischia di avere un effetto boomerang, perché darà la possibilità di fare denunce contro le forze dell’ordine; per noi, la soluzione sono le spycam, che già molti comparti stanno utilizzando, cioè la telecamera appuntata alla divisa che consente di tutelare sia l’attività del poliziotto, sia il cittadino che manifesta. In quel modo telematico si possono evitare abusi da parte delle forze dell’ordine, ma anche violenze da parte dei manifestanti. Anche questo, poi, è un atto di repressione nei confronti delle forze dell’ordine; d’altronde», sottolinea, «questo è il Governo che non ha sbloccato gli stipendi delle forze dell’ordine, ha tagliato al comparto sicurezza quasi 100 milioni di euro, che vuole smantellare più di 200 presidi di sicurezza fondamentali come la polizia postale, quella ferroviaria, di frontiera e stradale; questo è un Governo dichiaratamente nemico della polizia», conclude. E sulle possibili soluzioni, l'Onorevole ha le idee chiare: «Noi come Lega abbiamo presentato una proposta di legge per poter garantire la sicurezza nelle piazze, che prevede tre/quattro proposte estremamente semplici: il Daspo anche per le manifestazione pubbliche, come quello utilizzato per i tifosi violenti; l’arresto differito obbligatorio entro le 48 ore, anche questo mutuato dalla legge sugli stadi, ossia la possibilità, entro le 48 ore, di poter arrestare chi si macchia di atti di violenza durante cortei e manifestazioni pubbliche; la spycam sulle divise delle forze dell’ordine per evitare abusi da parte della polizia e anche di chi manifesta; e, infine, il cosiddetto «magistrato in corteo», in modo che possa avere la percezione immediata di quanto accade durante le manifestazioni. Quelle del Governo, invece»​, sottolinea Molteni, «​sono proposte che vanno contro la tutela delle forze dell’ordine, contro la sicurezza dei cittadini, e contro l’idea che chi manifesta in modo civile, come noi della Lega, non deve temere assolutamente nulla».

Sull’annullamento del carcere per i reati sotto i 5 anni e per i reati minori, qual è la posizione della Lega? La microcriminalità non è quella che porta alla deriva le nostre periferie?
«Pensiamo che sia una porcata di dimensioni galattiche», risponde con estrema chiarezza il Capogruppo del Carroccio alla Commissione Giustizia. E prosegue: «Questo provvedimento sulla non punibilità per i reati minori è un decreto Salva-Ladri, che garantisce l’impunità per chi commette reati. Se per la sinistra i reati con pena fino a 5 anni (furto, truffa, rissa, violenza, minaccia, abuso d’ufficio, peculato, appropriazione indebita, aggiotaggio, le false comunicazioni sociali...) sono di poca gravità, per noi sono di grandissimo allarme sociale; soprattutto perché i numeri dicono che i reati predatori (furti, furti nelle abitazioni, borseggi, rapine) sono aumentati quasi fino al 10%. D’altronde», sottolinea poi l’Onorevole Molteni, «questo è il Governo di cinque Svuota-carceri, di cinque indulti mascherati; è il Governo che non ha soldi per le forze dell’ordine, ma dà 8 euro al giorno di risarcimento ai criminali; questo è il Governo che ha rimesso in libertà 10.000 spacciatori con una norma tale per cui il piccolo spaccio non è più sottoposto a carcerazione. Oggi è stato bocciato un emendamento della Lega sulle misure cautelari per chi commette reati come omicidio volontario, violenza sessuale sulle donne, violenza sessuale sui minori: bocciando l’emendamento, essi non verranno sottoposto a carcerazione preventiva automatica obbligatoria», spiega. «Questo è il Governo che sta uccidendo la certezza della pena e la sicurezza dei cittadini. Insomma, pensiamo che questo decreto sia abominevole», conclude.

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