10 luglio 2020
Aggiornato 02:30
Per la protezione civile inutili i militari

Burlando e Gabrielli: lite sull'esercito

Dopo l'ondata di maltempo in Liguria, scontro tra il presidente del Dipartimento della Protezione civile e il presidente della Regione. Per Gabrielli, Burlando farà la fine dell'Alemanno dell'emergenza neve a Roma. Ma il ministro Galletti ridimensiona la polemica: «Momenti di altissima tensione per tutti»

ROMA - «In casi così gravi, come ho detto in modo urbano e civile, abbiamo bisogno di tutti e io non manderò via né i militari né i ragazzi che vengono, e su questo non cambierò idea». Così il presidente della regione Liguria Claudio Burlando risponde, ospite di Radio anch'io (Radio Rai 1), al capo della protezione civile, Franco Gabrielli, che, in un'intervista a Repubblica, aveva affermato: «L'amministrazione ligure ha reazioni isteriche. L'esercito non serve a nulla, non sa dove mettere le mani».

«DA GABRIELLI PAROLE SCONVENTIENTI» - "L'unica parola sconveniente non l'ho usata io ma lui, non mi pare corretto che mi equipari», ha detto Burlando al conduttore della trasmissione radiofonica che lo interpellava sulla questione. «I militari - ha peraltro aggiunto Burlando - vengono perché prefetto di Genova li richiede».

«BURLANDO COME ALEMANNO» - «La Toscana - ha affermato Gabrielli, riferendosi alla presunta «isteria»​ ligure - sta messa peggio, ma i suoi amministratori non hanno queste reazioni. Quando chiama l'esercito, Burlando mi ricorda l'Alemanno che spargeva in ritardo il sale sul ghiaccio di Roma e poi chiedeva i militari».

MINISTRO GALLETTI: MOMENTI DI ALTISSIMA TENSIONE - Intanto, il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, ai micorfoni di Radio anch'io (Radio Rai 1), cerca di ridimensionare la polemica: «Stiamo vivendo tutti, il capo della protezione civile Gabrielli, il presidente della regione Liguria Burlando, e anche io, momenti di altissima tensione: è molto difficile gestire l'emergenza, entrambe le persone stanno affrontando egregiamente la situazione», ha affermato.E sui 200 milioni richiesti da Burlando per l'emergenza maltempo risponde: «Stiamo valutando tutte le possibilità. Io ho parlato ieri sera tardi con il presidente Burlando, che sta gestendo una situazione difficilissmima con il massimo impegno: i 200 milioni che lui giustamente chiede non hanno nulla a che vedere con i 9 miliardi di cui parliamo noi, rimborsi a commercianti e cittadini colpiti da alluvione», ha detto Galletti. «Capisco benissimo la forza con la quale il presidente Burlando chiede questi finanziamenti, che chiaramente non dipendono dal mio ministero, il che non vuol dire che non faccio parte del governo», ha concluso il ministro.

GABRIELLI CONTRO LA REPUBBLICA​ - Nel frattempo, Gabrielli replica alle parole apparse su Repubblica in una sua intervista: «Mai ho detto che le Forze Armate non hanno nulla a che fare con la Protezione civile. La sintesi fatta da Repubblica delle mie parole è profondamente sbagliata. Ciò che ho provato a sottolineare - evidentemente non compreso - è che nei decenni il sistema di protezione civile è cresciuto, si è specializzato, è cambiato. E che oggi ognuno ha una propria specializzazione per la quale, quando necessario, è pronto a intervenire». «Oggi, grazie al grande 'esercito di popolo' costituito dai volontari organizzati di protezione civile che sono formati per intervenire a dare soccorso e assistenza alla popolazioni colpite (cosa che, invece, nel terremoto in Friuli fece proprio l'esercito), le nostre forze armate - asset fondamentale per il servizio nazionale della protezione civile come scritto anche nella legge - hanno potuto dedicare tutte le loro competenze ed eccellenze in ambiti per noi strategici, penso ad esempio alle telecomunicazioni in emergenza»Il capo del Dipartimento della protezione civile ha poi continuato: «Per questo ho detto che mobilitare i militari - che, ovviamente, sono sempre pronti a dare supporto ai territori colpiti - quando sul territorio ligure ci sono centinaia di vigili del fuoco e oltre 6.000 volontari organizzati di protezione civile che quotidianamente si formano e si preparano proprio per intervenire in situazioni critiche come quelle che stiamo vivendo in questi giorni, è un ritorno al passato che sembra vanificare l'enorme lavoro fatto nei decenni da tutte le componenti e le strutture operative del sistema. Non dando merito e risalto alle attività di tutti».