7 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Baby squillo

«Fusco abile nel manipolare con modi turpi»

Così scrive il gip Giulia Proto in un passaggio delle 32 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto la detenzione in carcere per Furio Fusco, titolare di una agenzia di modelle con cui adescava minori e li avviava - secondo le accuse - alla prostituzione e alla pornografia.

ROMA - Modalità «turpi» e «fini abietti» hanno caratterizzato la condotta di Furio Fusco, considerando anche la sua «consapevolezza della minore età delle ragazze». Così scrive il gip Giulia Proto in un passaggio delle 32 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare con cui ha disposto la detenzione in carcere per Furio Fusco, titolare di una agenzia di modelle con cui adescava minori e li avviava - secondo le accuse - alla prostituzione e alla pornografia. Rispetto alle esigenze cautelari il gip evidenzia la sussistenza di inquinamento probatorio e di reiterazione del reato. «Allo stato infatti devono essere identificate tutte le minori coinvolte nella turpe attività che andranno poi escusse con adeguate modalità: indubbiamente si tratta di investigazioni che potrebbero essere irrimediabilmente pregiudicate dalla permanenza in libertà del Fusco».

E poi - aggiunge il gip - bisogna sequestrare il materiale pedopornografico che altrimenti «andrebbe irrimediabilmente perso se l'indagato venisse a conoscenza del procedimento a suo carico mentre si trova in stato di libertà». Inoltre, l'uomo potrebbe «anche indirettamente, condizionare le vittime coinvolte con grave nocumento per l'attività investigativa». Non solo, ad avviso del giudice se Fusco restasse libero potrebbe continuare nella sua attività che si è dimostrata «non occasionale», considerando anche che ha dimostrato «un'eccellente abilità nel manipolare le aspiranti modelle con la promessa di facili ingressi nel mondo della moda e dello spettacolo».

«D'altra parte l'afflusso di giovani 'modelle' presso il suo studio per come documentato dalla polizia giudiziaria, ed i numerosi contatti con le ragazze confermano l'elevato rischio di recidiva con coinvolgimento di numerosissime vittime. A ciò si aggiunge la professionalità dimostrata dall'indagato nell'organizzazione della sua attività illecita, desumibile oltre che dal modus operandi anche dai puntuali suggerimenti dati alle minori per nascondere la loro reale età e dagli accorgimenti dallo stesso adottati per celare la sua reale attività coinvolgendo le minori stesse (che in merito alla sua attività dovranno dare con terzi le versioni da lui suggerite) contando sul fatto che le stesse non lo tradiranno pur di raggiungere il tanto agognato successo».