6 aprile 2020
Aggiornato 02:00
Cronaca

Napoli: sgominata banda di strozzini

Un gruppo criminale, dedito all'usura e alle estorsioni, è stato smantellato dai carabinieri nel napoletano: una dozzina le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale partenopeo

NAPOLI - Un gruppo criminale, dedito all'usura e alle estorsioni, è stato smantellato dai carabinieri nel napoletano: una dozzina le persone destinatarie di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale partenopeo. I reati contestati agli indagati sono associazione per delinquere, usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso. I militari della compagnia di Torre Del Greco, coordinati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia napoletana, hanno scoperto che gli indagati esercitavano l'usura nei comuni di Portici ed Ercolano, con legami anche con i clan camorristici locali.

TASSI FINO A 60% ANNUO - Da settembre 2009 ad aprile 2014 hanno preteso dalle loro vittime tassi usurai del 5% mensile e del 60% annuo, ricorrendo anche a minacce aggravate dal metodo mafioso per ottenere il puntuale pagamento delle rate. Le indagini svolte dai carabinieri di Torre del Greco hanno avuto origine dalle denunce presentate da alcune delle nove vittime: otto imprenditori e un dipendente pubblico e si sono svolte anche grazie a intercettazioni telefoniche e all'esame di documentazione bancaria.

COLLEGAMENTI CON CLAN ASCIONE - Dalle investigazioni è emerso che, in caso di ritardo o mancato pagamento delle rate, gli indagati hanno esplicitamente fatto riferimento ai propri legami, anche familiari, con il clan degli Ascione-Papale attivo a Ercolano per attuare pressioni sulle vittime. Per raggiungere i propri scopi, il gruppo di malviventi ha ricevuto anche l'appoggio di alcuni imprenditori inseriti «in un collaudato sistema di riciclaggio che prevedeva l'incasso - sottolinea una nota della Procura - o il versamento di assegni emessi dalle persone offese, spesso in bianco senza indicazione del beneficiario, su conti correnti propri, dei familiari e delle società da loro gestite rendendo particolarmente difficoltosa la tracciabilità dei titoli e la loro riconducibilità agli indagati».
Nel corso del blitz, sono stati sequestrati a uno dei destinatari del provvedimento cautelare circa 50mila euro in contanti oltre a documentazione utile alle indagini.

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