7 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
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Lorenzin: defiscalizzazione totale di investimenti in ricerca

Il ministro della Salute ha detto che proporrà di introdurre in Italia il modello americano: "Sarebbe veramente oro per attrarre non solo investimenti ma anche donazioni"

NEW YORK - Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha detto che proporrà di introdurre in Italia la defiscalizzazione totale degli investimenti sulla ricerca scientifica come avviene negli Stati Uniti. Parlando con i giornalisti durante una visita ufficiale di quattro giorni negli Stati Uniti, il ministro ha detto che inserirà la proposta nella norma sulla ricerca scientifica attualmente in via di preparazione e che spera venga accolta dal ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef). "Sono mesi che sto cercando di capire come adattare al modello italiano la defiscalizzazione totale degli investimenti in ricerca scientifica. Sarebbe veramente oro per attrarre non solo investimenti ma anche donazioni", ha detto il ministro ieri sera a margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica presso l'Ambasciata italiana a Washington, dove era presente anche Emma Bonino, attiva nella promozione di Expo Milano 2015. "Questo è un elemento che proporrò nella norma sulla ricerca sperando che il Mef comprenda che se hai una piccola riduzione di gettito in un primo momento nel medio-lungo ci guadagni", ha spiegato il ministro, esponente del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, salita al dicastero durante il governo dell'ex presidente del Consiglio Enrico Letta e confermata da Matteo Renzi nel febbraio scorso. Oltre che per la crisi economica, negli ultimi anni le donazioni sono diminuite anche per ragioni fiscali, ha detto il ministro aggiungendo: "Il tesoretto di Harvard fa il Pil di uno stato". 

ECCELLENZA FARMACEUTICA - L'Italia è al secondo posto come hub farmaceutico e per i macchinari medici e sebbene abbia un sistema di assistenza universalistico, il sistema sanitario italiano costa il 7% del Pil rispetto al 19% degli Stati Uniti, ha ricordato il ministro, che che oggi incontrerà l'ormai ex segretario americano per la Sanità Kathleen Sebelius. La domanda sanitaria va verso il 9% di Pil nei prossimi anni, ha aggiunto Lorenzin, chiedendo certezza di budget e certezza normativa, un quadro di regole chiaro che favorisca investimenti, "perché non é che in quattro mesi si cambiano le norme in campo". "E' per questo che mi sono opposta ai tagli perché esso avrebbero sconquassato il sistema e disincentivato investimenti", ha detto il ministro. "La vera sfida è mantenere la spesa e riuscire a mantenere alti livelli di qualità. Quel che possiamo fare è cambiare il livello di programmazione della spesa sanitaria con il controllo di gestione che la fa da padrone, e cercare di avere modelli non estremamente rigidi. Il sistema sanitario italiano è stato molto stressato e abbiamo mantenuto un livello rigido. Adesso rischia di venire compromessa la qualità dell'assistenza", ha spiegato Lorenzin.

DA RICERCA +1% PIL - "Se riusciamo a rendere il sistema più attrattivo potremo fare l'1% in più di Pil investendo sulla salute", ha aggiunto il ministro. "E' ovvio che occorre un cambiamento di mentalità e di cultura. Primo: le politiche sanitarie non le fa il ministro dell"Economia e delle Finanze. Le politiche sanitarie le fa il ministro della Salute", ha dichiarato, aggiungendo che "dietro la ricerca e il sistema salute non c'è solo il costo di spesa pubblica ma anche un grande valore di investimento e di innovazione e sviluppo". "Non si tratta di fare spese allegre", ha concluso Lorenzin. "Possiamo recuperare 10 miliardi dalla razionalizzazione".