5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
Ambiente | Progetto MUOS

Crocetta: «Basta demagogia, legge obbliga Governo e Regione»

Il giorno dopo la manifestazione di Niscemi contro il super radar in allestimento all'interno della base americana di contrada Ulmo, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è tornato sulle polemiche nate in seguito alla sua decisione di revocare lo stop ai lavori di costruzione

PALERMO - «Ho impedito in tutti i modi l'installazione del Muos a Niscemi, sia quand'ero parlamentare europeo sia da presidente della Regione». Il giorno dopo la manifestazione di Niscemi contro il super radar in allestimento all'interno della base americana di contrada Ulmo, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è tornato sulle polemiche nate in seguito alla sua decisione di revocare lo stop ai lavori di costruzione.

«Da parlamentare europeo mi è stato risposto che le direttive comunitarie in materia ambientale non si applicano per i siti di rilevanza strategica militare - ha proseguito Crocetta -, da presidente ho fatto molto di più: ho revocato l'autorizzazione data dai precedenti governi nazionale e regionale per l'installazione dell'impianto per una sola questione di competenza regionale, quella della valutazione ambientale».

Quindi il governatore siciliano ha spiegato: «Quando l'Istituto superiore di sanità ha dichiarato che il Muos non supera i limiti di emissione previsti dalla legge, il governo siciliano non ha avuto altra scelta che rispettare la legge, a meno di non commettere reati penali ed esporre regione a un risarcimento danni di 18 miliardi dollari. Pretesa nata a causa delle precedenti autorizzazioni che hanno creato interessi economici dovuti in favore di terzi».

«Qualche gruppo che mi attacca mente sapendo di mentire, perché sa che oggi, quella del Muos, è una vicenda nazionale e che le decisioni possono prenderle il governo nazionale e il ministero della Difesa. Eppure tali gruppi non hanno presentato, fin ora, alcuna richiesta al ministro della Difesa chiedendo di rivedere l'installazione, come dire: demagoghi in piazza e reticenti in parlamento. Tale scorrettezza istituzionale e politica - ha continuato il presidente della Regione - non si illudano non venga compresa dal popolo siciliano, che sa benissimo quale sia la posizione del presidente della Regione e del governo».

Nel corso della manifestazione di ieri, alcune frange di attivisti hanno dato vita a scontri con la polizia, ed hanno «invaso» un'area della base dopo aver divelto la recinzione con una tronchesa. «I 'duri e puri' rivolgano altrove la loro attenzione, facciano il proprio dovere e si distacchino da manifestazioni violente, perché non è trasformando Niscemi in un'arena di violenze e scontri che si risolve la situazione , ma affrontando un dialettico e democratico confronto col governo nazionale - ha detto Crocetta -. D'altra parte, alcuni sono gli stessi che anche in presenza di una revoca notificata dal governo regionale, che aveva ratificato la richiesta di 25 mila euro di danni al giorno nei miei confronti, continuavano a dire che non era vero che avevo revocato le autorizzazioni per il Muos».

«Sarebbe opportuno, specialmente quando si protesta, chiedersi sempre con chi si sta accanto. Il governo regionale non ha alcuno strumento normativo per disciplinare o negare l'autorizzazione all'impianto militare già autorizzato dal precedente governo, definito dal Ministero di rilevante importanza strategica per la difesa. Faccio appello alle organizzazioni no Muos - ha concluso il presidente - di riprendere il dialogo e il confronto e di evitare che accadano ulteriori episodi di violenza, per niente belli in un paese civile e democratico».

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