16 dicembre 2019
Aggiornato 13:00
Politica & Inchieste

Razzi denuncia Di Pietro: «Voleva comprarmi lui»

Il Deputato del PDL: «Nessuno mi ha mai pagato niente, ho sempre lavorato. Non ho mai preso un centesimo ed il mio mutuo lo pago solo io. Prima mi prendevano in giro perchè non parlo bene italiano e ora se ne escono con questa stupidaggine. Ma io cammino a testa alta»

ROMA - Antonio Razzi, parlamentare abruzzese Idv nella scorsa legislatura e quest'anno rieletto alla Camera nel Pdl fra i protagonisti con Domenico Scillipoti del salvataggio del governo Berlusconi nel 201 ha respinto con forza l'accusa di Antonio Di Pietro su cui indaga la Procura di Roma di aver preso soldi e conseguito altre utilità personali con il passaggio dai banchi parlamentari di centrosinistra a quelli di centrodestra. «Mi calunniano: devo capire chi è stato. Se davvero è stato Di Pietro - ha preannunciato Razzi - lo denuncio per calunnia. Io sono tranquillissimo. Non ho fatto un 'cazzo di niente', 'mannaia alla miseria'...».

HO SEMPRE LAVORATO - «Nessuno - ha assicurato Razzi, intervistato da La Repubblica - mi ha mai pagato niente, ho sempre lavorato. Non ho mai preso un centesimo ed il mio mutuo lo pago solo io. Prima mi prendevano in giro perchè non parlo bene italiano e ora se ne escono con questa stupidaggine. Ma io cammino a testa alta».
«Chi mi stava comprando - ha inoltre raccontato su Di Pietro Razzi a Libero - era lui, non Berlusconi. Mi ha mandato uno con la moglie a casa mia in Abruzzo perchè non voleva che passassi di là la domenica sera, prima del voto del martedì. La verità è che ora quelli di Idv sono invidiosi: io sono rientrato, loro tutti fuori dal Parlamento. Ma che colpa ne ho io se gli elettori non li hanno più votati? Io da quel partito sarei uscito comunque. Era un carcere. Di Pietro manco mi salutava, non ha neanche risposto ai miei auguri di Natale. Me ne sarei andato via anche con il diavolo».