31 marzo 2020
Aggiornato 05:00
Allarme ambientale

La morìa di delfini nel Tirreno «preoccupa» il Ministro Clini

Trovate carcasse di 33 esemplari su una media storica di 4 l'anno. Il ministero dell'Ambiente riferisce in una nota di star «monitorando da vicino la situazione grazie alla rete scientifica appositamente voluta e finanziata dal dicastero

ROMA - Allarme ambientale nei mari italiani: in gennaio e nei primi giorni del mese di febbraio è stata verificata nel Tirreno una mortalità anomala di delfini (stenelle striate) con 33 esemplari spiaggiati tra Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un dato che per il ministro dell'Ambiente Corrado Clini è «preoccupante» e che si discosta fortemente dalla media storica di questo tipo di eventi (meno di 4 animali l'anno).

Il ministero dell'Ambiente riferisce in una nota di star «monitorando da vicino la situazione grazie alla rete scientifica appositamente voluta e finanziata dal dicastero: Università di Pavia, Università di Padova, Asl, Istituti Zooprofilattici e Arpat. Inoltre il ministero dell'Ambiente ha allertato il Reparto ambientale marino (Capitanerie di Porto e Guardia costiera). Dalle prime indagini sembra di poter escludere eventi eccezionali causati dall'uomo, come sversamenti di petrolio o di sostanze inquinanti, ricerche geosismiche o esercitazioni militari».

La causa più probabile è di natura infettiva (in 6 soggetti è stata rinvenuta traccia di un batterio, Photobacterium Damselae, che può portare a sindrome emolitica e lesioni ulcerative). Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale.

«La Rete nazionale di monitoraggio degli spiaggiamenti sta svolgendo un ottimo lavoro di raccordo tra tutti i soggetti coinvolti e di campionamento, ma - ha commentato Clini - vogliamo continuare a studiare da vicino questo fenomeno così preoccupante. Attendiamo nelle prossime settimane dati certi che mettano al confronto le conoscenze teoriche sulle correnti marine con i dati meteo-marini degli ultimi mesi e la situazione su eventuali spiaggiamenti avvenuti in Francia e in Spagna, così da ricostruire un quadro complessivo della situazione».

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