18 gennaio 2020
Aggiornato 06:00
Via libero bipartisan allla Camera

Giustizia, ok definitivo allo Statuto della Corte Penale Internazionale

Gozi: L'Italia finalmente si adegua. Melchiorre: Ok a CPI scelta di civiltà. Radicali: Un via libera atteso da troppo tempo

ROMA- Via libero parlamentare bipartisan definitivo dalla Camera all'adeguamento dell'ordinamento italiano al nuovo Statuto della Corte Penale internazionale, già approvato dal Senato.

Gozi: L'Italia finalmente si adegua - «L'adeguamento delle nostre norme allo Statuto della Corte penale internazionale - ha sottolineato il capogruppo Pd in commissione politiche Ue Sandro Gozi- è un passaggio lungamente atteso e in questi giorni, finalmente, il parlamento si accinge a licenziare una legge importante per la giustizia internazionale. L'immagine internazionale dell'Italia deve continuare a cambiare e questo voto è un contributo fondamentale. L'Italia si è finalmente adeguata».
Gozi ha ricordato che «in assenza di una puntuale normativa di attuazione, eravamo esposti al rischio che il sistema italiano venisse considerato carente nella sua capacità di procedere contro i crimini internazionali e alla 'vergogna' di essere anche «processati» dalla Cpi. La Corte Penale Internazionale è la prima e l'unica giurisdizione penale internazionale a carattere permanente e potenzialmente universale. Continuare a non adottare le norme di attuazione dello Statuto significava allontanarsi da una cultura dell'impunità e accettare, se non a promuovere che il diritto del più forte vinca sulla forza del diritto. Questa legge darà all'Italia uno strumento in più per contribuire alla pace durevole nel mondo che presuppone l'edificazione della giustizia e norme universali».

Melchiorre: Ok a CPI scelta di civiltà - «Viva soddisfazione» per l'approvazione del provvedimento che rende cogente anche nel nostro Paese il ruolo della corte Penale internazionale, è stata espressa intervenendo in aula, dalla parlamentare Daniela Melchiorre prima firmataria del provvedimento.
La Presidente dei Liberal Democratici ha riconosciuto «il contributo positivo di tutto il Parlamento all'approvazione di questa legge di alto valore di civiltà e giustizia. Quest'anno potremo festeggiare il 10 dicembre, giornata internazionale dei diritti umani, con un atto politico di grande valore».
«Finalmente - ha proseguito Melchiorre- si adegua il diritto penale interno con quello internazionale. Si supera l'anomalia che aveva visto il primo Paese firmatario e sede della firma del trattato stesso nel 1998 ancora inadempiente su alcune norme attuative che oggi finalmente vedono la luce.»

Radicali: Un via libera atteso da troppo tempo - «L'Italia, da oggi, è tra i paesi che possono collaborare con la Corte penale internazionale, un tribunale chiamato a giudicare i responsabili di crimini particolarmente efferati, che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come il genocidio, i crimini contro l'umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione. Ci sono voluti troppi anni, anche in questa legislatura, ma finalmenteabbiamo raggiunto questo risultato». Lo ha sottolineato il deputato dei Radicali-Pd Matteo Mecacci.
«Il disegno di legge approvato in via definitiva dalla Camera colma una vuoto esistente sin dal 1999: allora l'Italia ratificò lo statuto della Corte ma non si dotò di una legge che garantisse l'adeguamento del nostro ordinamento ai principi contenuti nello statuto stesso. In Parlamento, con Rita Bernardini, abbiamo iniziato a chiedere la calendarizzazione di questa legge nel lontano 2009; scuse, ostruzionismo del governo e altro hanno quasi impedito che si riuscisse ad arrivare all'obiettivo. Senza di noi, e di quei colleghi che ci hanno sostenuti, non credo che ce l'avremmo fatta».
«Adesso - ha concluso Mecacci - l'obiettivo è che la Corte diventi davvero universale. Ci sono infatti ancora troppi paesi, dagli Stati Uniti ad Israele, dalla Russia alla Cina, fino all'India, che non hanno ancora ratificato lo Statuto della Corte. Per realizzare l'obiettivo dell'internazionalismo liberale, socialista ed umanista, della pace, dell'uguaglianza e della libertà in tutto il mondo, dobbiamo rafforzare, e non indebolire, tutte le istituzioni internazionali a partire da quelle europee. La pace non può essere solo un totem ideologico, ma è un obiettivo da conseguire solo attraverso strumenti come la Corte Penale Internazionale, e questa battaglia non può che continuare».