5 giugno 2020
Aggiornato 14:00
Politica & Giustizia

Censura Ingroia, Commissione CSM divisa

La Quarta commissione del Csm si è divisa sulla scelta se inserire o meno nel fascicolo personale del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia della delibera di archiviazione della pratica sulle parole del magistrato al congresso dei Comunisti italiani

ROMA - La Quarta commissione del Csm si è divisa sulla scelta se inserire o meno nel fascicolo personale del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia (oggi impegnato con l'Onu in Guatemala) della delibera di archiviazione della pratica sulle parole del magistrato al congresso dei Comunisti italiani. In quell'occasione Ingroia si definì 'partigiano della Costituzione': non sufficiente, per il Csm, per determinarne il trasferimento, ma sufficiente per esprimere una censura sulla inopportunità dell'esternazione. Censura che per il consigliere laico del Pdl Nicolò Zanon e per il togato indipendente Nello Nappi andrebbe inserita nel fascicolo (e quindi incidere sui futuri avanzamenti di carriera della toga palermitana): ma la loro proposta di delibera è risultata di minoranza in commissione. Di parere opposto la maggioranza della commissione, composta dai togati Angelantonio Racanelli di Mi, Mariano Sciacca di Unicost, Roberto Rossi di Area, e dal laico del Pd Glauco Giostra, che ha votato una delibera che esclude l'inserimento della vecchia delibera nel fascicolo personale di Ingroia.

La Quarta commissione dell'organo di autogoverno aveva concesso a Ingroia il tempo per l'invio di una memoria o per chiedere di essere ascoltato, ma il magistrato non ha esercitato nessuna delle due facoltà. L'ultima parola quindi spetterà al plenum, che dovrà votare sulle due proposte contrapposte.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal