25 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Il Governo e la «strana maggioranza»

Alfano: Bersani-Casini vogliono far cadere Monti

Il Segretario del PDL: Lo stanno minando alla base, non è il Pdl ma loro vorrebbero le elezioni. No a liste per partogenesi, ci servono alleati veri. Cambiare la legge elettorale è un'esigenza, no logiche strumentali. Riforme? Se no a presidenzialismo, ok a bozza originaria

ROMA - Dito puntato dal segretario del Pdl Angelino Alfano contro il Pd di Pierluigi Bersani e l'Udc di Pier Ferdinando Casini «sospettati fortemente di voler far cadere il Governo Monti, minandone quotidianamente le basi».
«Deve essere detto chiaramente - ha detto Alfano, ospite ad Agorà su Raitre - che quelli che stanno facendo in questo momento di tutto per sabotare il Governo sono solo in due: l'Udc e il Pd. Da tre-quattro giorni dicono non vedere l'ora di arrivare al 2013 per togliere il Pdl da responsabilità di Governo. Ma se ci vogliono davvero buttare fuori, lo dicano esplicitamente e lo facciano anche subito. Perchè e cosa ci stanno a fare ancora al Governo con noi?. Denunciano ogni giorno il rischio nel Paese di un doppio populismo che sarebbe quello dei grillini e nostro. Se pensano questo di noi, siano coerenti e la smettano con il politichese. Stanno minando le basi di questo il Governo. Lo dicano chiaro e facciano cadere il Governo. Noi non lo vogliamo fare cadere. Loro invece mi viene il forte sospetto vorrebbero farlo...».

No a liste per partogenesi, ci servono alleati veri - Sì a nuove liste di centrodestra con voti propri frutto di radicamento sul territorio o in particolari realtà sociali, no a semplici liste civiche civetta figlie di una costola del Pdl. Angelino Alfano difende con fermezza sopravvivenza, radicamento e politicità del Popolo delle Libertà.
«Noi - ha detto Alfano - abbiamo un solo partito che si chiama Pdl. Vorremmo poi avere tanti alleati: per noi più ce ne è e meglio è. Anche liste, purchè non nascano per gemmazione e partogenesi. Devono cioè essere liste vere, che nascono da realtà particolari e abbiano loro voti».

Cambiare la legge elettorale è un'esigenza, no logiche strumentali - «La riforma del sistema elettorale rappresenta un'esigenza di tutti e da tutti fortemente voluta: per queste ragioni, la riforma della legge elettorale si muove libera, nello scacchiere delle riforme, dove non c'è spazio per logiche strumentali che noi disconosciamo, ma solo per l'interesse dei cittadini e del Paese».

Se no presidenzialismo, ok a bozza originaria - Se la proposta del Pdl di una riforma in senso semipresidenziale non dovesse passare, il Pdl è pronto a tornare alla bozza di accordo originaria.
«In merito alla proposta di elezione diretta del presidente della Repubblica da parte dei cittadini, pur nel rispetto delle preoccupazioni espresse dal Capo dello Stato, ritengo necessario - ha sottolineato - chiarire alcune posizioni utili a dissipare ogni dubbio in materia. Sottolineata la sovranità del Parlamento, a cui spetta il ruolo esclusivo di discutere legittime proposte di legge e di legiferare nel quadro di un corretto e democratico confronto tra forze politiche, ribadisco quanto più volte affermato. E cioè che, nell'ambito delle riforme costituzionali, qualora il nostro progetto di elezione diretta del presidente della Repubblica da parte dei cittadini non dovesse avere consenso, saremmo pronti a tornare alla bozza originaria».
«Ricordo inoltre - ha aggiunto Alfano - che l'elezione diretta del presidente della Repubblica è materia trattata e studiata da oltre dieci anni e proprio adesso, per una congiuntura temporale favorevole e per un'esigenza di rappresentatività migliore che i cittadini potrebbero esprimere, crediamo si debba almeno percorrere la possibilità di realizzarla. Questa nostra proposta rientra, pertanto, nello spirito di un quadro di riforme potenzialmente condivise».