31 agosto 2025
Aggiornato 09:00
Un gesto che potrebbe costar caro

I Radicali seminano mariujana alla Camera

Questa mattina, durante una conferenza stampa, l'ex segretario, Rita Bernardini, ha piantato alcuni di canapa indica (mariujana) in tre vasetti portati apposta nella sala stampa di Montecitorio. Disobbedienza civile per sensibilizzare l'uso terapeutico della cannabis

ROMA - «Disobbedienza civile» e «provocazione» per «sensibilizzare l'opinione pubblica e il parlamento sull'uso di cannabis come terapia anti-dolore». Questa mattina, durante una conferenza stampa, l'ex segretario dei Radicali, Rita Bernardini, ha piantato alcuni di canapa indica (mariujana) in tre vasetti portati apposta nella sala stampa di Montecitorio. Un gesto che potrebbe costar caro alla parlamentare, visto che secondo il codice penale, letto da Bernardini legge, il reato di coltivazione di sostanze stupefacenti inizia 'con la posa dei semi' e le sanzioni massime vanno da 6 a 20 anni di reclusione, con multe da 26mila a 260mila euro.

Conferenza stampa dei Radicali - Eppure, la conferenza stampa dei Radicali, cui hanno partecipato anche il senatore Marco Perduca, Mina Welby e Andrea Trisciuoglio, rispettivamente co-presidente e membro del consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni, e Claudia Sterzi, segretaria dell'Associazione Radicale Antiproibizionisti, aveva come oggetto la salute e l'utilizzo dei farmaci a base di cannabis e ha visto la partecipazione di alcuni malati di sclerosi multipla e di altre patologie, i cui effetti degenerativi potrebbero essere in parte leniti dai derivati naturali o di sintesi della cannabis.

Il Parlamento regolamenti la materia - «Noi chiediamo al Parlamento - hanno detto i promotori - di affrontare il problema della legalizzazione ad uso terapeutico dei derivati della cannabis, regolamentando la materia in modo da poter soddisfare le necessità dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza, senza arroccarsi in sterili contrapposizioni».

«Follia proibizionista» - «In Italia - hanno aggiunto - il cammino dei malati affetti da patologie che possono essere curate con la cannabis è invece un percorso ad ostacoli che a volte diviene un vero calvario che trova ragione solo nella follia proibizionista che intende sanzionare con la prigione comportamenti sicuramente incolpevoli. La regione Toscana, la Provincia di Bolzano alcune ASL consentono ai malati spesso solo teoricamente di accedere a farmaci a base di cannabinoidi».

Il progetto di legge dei radicali - «Con la nostra 'affermazione di coscienza' - hanno aggiunto i Radicali - vogliamo ricordare che al Senato giace da anni un progetto di legge presentato dai radicali il quale introduce la possibilità per persone affette da alcune gravi patologie di accedere sia alla cannabis in forma naturale, sia ai farmaci derivati da estratti di cannabis, mentre alla Camera, in Commissione Giustizia, è stata da poco calendarizzata la proposta di legge che si propone di depenalizzare la coltivazione domestica della marijuana».
«L'obiettivo - hanno concluso - è quello di sollecitare gli esponenti politici degli altri partiti ad adoperarsi per garantire un rapido iter parlamentare di questi progetti di legge, con ciò approvando misure concrete che non costringano i cittadini e i pazienti, spesso affetti da gravissime patologie, a rivolgersi al mercato nero delle mafie e delle camorre».