20 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Anniversari | Festa della Repubblica

2 giugno: Napolitano, sobrietà non ha tolto solennità

Un minuto di silenzio per le vittime del sisma. Cicchitto: Polemiche demagogiche e inconsistenti. Frattini: La Politica si scusi con il Presidente. Vendola: Sfilata atto inopportuno ma stop polemiche

ROMA - La manifestazione per il 2 giugno è stata «sobria» ma questo non ha scalfito la «solennità» della celebrazione. Lo ha scritto il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio inviato ieri al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola: «Al termine della tradizionale Rivista militare, svoltasi anche quest'anno con grande affettuosa partecipazione della cittadinanza, le esprimo il mio compiacimento per il perfetto svolgimento della manifestazione».
Ieri mattina si sono svolte le celebrazioni per l'anniversario della nascita della Repubblica, appuntamento dedicato quest'anno alle popolazioni colpite dal terremoto. La cerimonia, si legge sul sito del Quirinale, è iniziata a piazza Venezia, dove il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato tra gli altri dal premier Mario Monti e dai presidenti delle Camere, ha deposto una corona d'alloro al Milite ignoto. Per onorare la memoria delle vittime del sisma è stato osservato un minuto di silenzio all'inizio della sfilata di Via dei Fori Imperiali. I gonfaloni delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e delle Provincie di Bologna, Ferrara, Mantova, Modena, Reggio Emilia e Rovigo, in rappresentanza delle comunità colpite dal sisma, si sono posizionate presso la tribuna d'onore.
«Ho molto apprezzato - ha detto Napolitano ringraziando Di Paola - come, senza nulla togliere alla solennità della celebrazione, ella abbia saputo conferire all'evento i toni di sobrietà ed essenzialità che si impongono nel difficile periodo che sta attraversando il Paese, colpito in questi giorni da accadimenti sconvolgenti e gravi perdite di vite umane. L'impeccabile assetto formale, la determinazione e la percepibile motivazione dei giovani militari e civili che hanno sfilato rispecchiano la dedizione e la professionalità che quotidianamente essi pongono al servizio del Paese e della comunità internazionale. Voglia, signor Ministro, far pervenire il mio più sentito apprezzamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento».

Cicchitto: Polemiche demagogiche e inconsistenti - Le polemiche per i festeggiamenti del 2 giugno sono «demagogiche e inconsistenti». Lo ha detto il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto: «Una nazione-Stato seria dotata di una forte memoria storica e di una seria coscienza di se stessa celebra nelle forme dovute le sue ricorrenze fondamentali. Il fatto che su una questione cosi seria e elementare si stiano scatenando polemiche del tutto demagogiche e inconsistenti è il segno dell'esistenza di una crisi profonda che va al di là delle differenze politiche».

Frattini: La Politica si scusi con il Presidente - Gli attacchi al capo dello Stato da parte di alcune forze politiche provocano «amarezza e sconcerto». Lo ha detto l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando le polemiche per la parata del 2 giugno: «Proprio nel giorno dell'anniversario della Repubblica - un giorno in cui tutti gli italiani dovrebbero dimostrarsi uniti e coesi anziché antagonisti - abbiamo assistito con amarezza e sconcerto a duri attacchi contro il Capo dello Stato, che dell'unità repubblicana è impeccabile garante».

Vendola: Sfilata atto inopportuno ma stop polemiche - La sfilata del 2 giugno è stata un «atto inopportuno», ma adesso «le polemiche non servono a niente». Lo ha detto Nichi Vendola a Tgcom24: «Oggi preferisco archiviare il dissenso che ho provato nei confronti di una atto inopportuno. Ci sono momenti in cui la Repubblica non deve fare altro che stringersi a chi soffre. La sfilata, l'esercito, il tricolore sono apparsi immagini un po' stridenti con quelle che arrivano dall'Emilia Romagna. Oggi le polemiche non servono a niente, deve essere materia per riflettere sulla necessità di bonificare in profondità su tutto ciò che può rimbombare come esuberante retorica».