16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
La legge torna alla Camera

Famiglia, il Senato all'unanimità: figli naturali come quelli legittimi

Il Senato ha approvato oggi all'unanimità il disegno di legge 2805, che elimina le differenze tra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio. Ok dell'aula dopo lo sblocco dei nodi in commissione. L'ex Ministro Carfagna: Svolta di civiltà

ROMA - Il Senato ha approvato oggi all'unanimità il disegno di legge 2805, che elimina le differenze tra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio. Il testo era stato licenziato in prima lettura, anche allora all'unanimità, dalla Camera il 30 giugno scorso con 476 sì, nessun contrario e un astenuto. Il ddl, notevolmente modificato dal Senato rispetto alla formulazione uscita da Montecitorio, tornerà quindi alla Camera per l'approvazione finale.

Status giuridico uguale per tutti - Nel disegno di legge si prevede, sostanzialmente, che lo status giuridico di figlio diventi «unico e uguale per tutti». Via libera anche all'estensione dei vincoli di parentela, che non si instaurerebbero più solo con padri e madri ma con le intere famiglie di origine. Un aspetto molto importante, questo, che parificherebbe la situazione anche ai fini successori. La discriminazione più macroscopica ancor oggi presente in Italia, si legge infatti nella relazione che accompagna la legge, è quella che non fa considerare i nati come eredi legittimi delle famiglie dei genitori.
Ancora, il testo prevede l'equiparazione, per i figli naturali, delle procedure relative alle controversie tra i genitori e all'affidamento dei figli in caso di separazione. Il ddl attribuisce poi la delega al Governo sulla base del nuovo principio di un unico status giuridico per i figli. Uno dei decreti attuativi riguarderà la disciplina delle successioni e delle donazioni, ai fini dell'eredità. I decreti di delega si occuperanno anche di prova della filiazione, presunzione di paternità del marito, azioni di riconoscimento e disconoscimento dei figli, dichiarazione dello stato di adottabilità.

L'emendamento Berselli - Infine è stato sciolto anche il nodo sul quale si è verificato uno scontro in Aula tra Pdl e Pd, ossia il trasferimento delle competenze per i figli naturali dal Tribunale per i minori a quello ordinario, così come stabilito in commissione Giustizia con un emendamento a prima firma del presidente Filippo Berselli (Pdl). In base alla mediazione raggiunta in commissione Giustizia dopo una sospensione dell'esame in Aula del provvedimento, sono state precisate norme procedurali che forniranno ai tribunali ordinari gli strumenti adeguati per poter tutelare al meglio i diritti dei minori, in attesa che il Parlamento istituisca finalmente i Tribunali per la famiglia.

Carfagna: Equiparazione figli naturali svolta di civiltà - «L'equiparazione tra figli legittimi e naturali cancella un'odiosa e anacronistica discriminazione che colpiva soprattutto i più piccoli». Lo ha affermato l'ex ministro Pdl per le Pari Opportunità Mara Carfagna, sull' equiparazione dei figli naturali e legittimi.
«Con l'approvazione definitiva della legge, non ci saranno più distinguo tra figli di serie A e B, una classifica vissuta e subita dai minori per le scelte dei loro genitori; una distinzione che spesso era utilizzata anche nelle dispute per eredità e che penalizzava chi era nato al di fuori del matrimonio, una discriminazione inaccettabile», aggiunge.
«Con questa modifica al Codice Civile, si aggiornerà anche il piano lessicale: non si parlerà più di fratelli e fratellastri, di figli e figliastri. In una società che si evolve e muta - ha concluso - è essenziale che le leggi, le Istituzioni e la classe politica diano risposte capaci di tutelare i cittadini e a garantire pari opportunità per tutti».