30 marzo 2020
Aggiornato 10:30
Elezioni Amministrative 2012

La Procura di Catanzaro sequestra le schede elettorali

Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare dell'inchiesta su presunti episodi di compravendita di voti in cui sono indagati un consigliere eletto del centrodestra ed altre due persone ed eseguito dalla Digos

CATANZARO - La Procura della Repubblica di Catanzaro ha sequestrato tutte le schede elettorali del voto della scorsa settimana per il rinnovo del sindaco del capoluogo. Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare dell'inchiesta su presunti episodi di compravendita di voti in cui sono indagati un consigliere eletto del centrodestra ed altre due persone ed eseguito dalla Digos.

Il voto nella città calabrese è stato caratterizzato da una serie di circostanze poco chiare, con la politica che ha alzato i toni fin dall'inizio, continuando anche dopo la chiusura della consultazione elettorale: sono serviti 4 giorni per chiarire se la città dovesse andare al ballottaggio, oppure come è avvenuto avesse eletto al primo turno il sindaco.
Secondo quanto si apprende da fonti giudiziarie, il sequestro ha riguardato le schede elettorali di tutti i 90 seggi dove si è votato, e la documentazione in possesso degli uffici della Commissione centrale elettorale dove giovedì scorso era stata effettuata la proclamazione del sindaco eletto, Sergio Abramo, del Pdl.
La decisione della magistratura giunge proprio nel giorno in cui il candidato sindaco del centrosinistra Salvatore Scalzo, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l'Udc e Fli, aveva reso noto che sarà presentato nel giro di pochi giorni il ricorso al Tar per chiedere l'annullamento delle elezioni.

Immediate le reazioni dei due fronti alla notizia del provvedimento di sequestro. «Non posso che essere soddisfatto - afferma il neo sindaco Sergio Abramo - della decisione della Procura della Repubblica di verificare tutte le schede elettorali. In tal modo saranno fugate definitivamente tutte le ombre che strumentalmente sono state gettate sulla mia limpida e netta vittoria. Se dovessero emergere responsabilità di natura penale, queste apparterrebbero a singoli individui». Per il commissario del Pd calabrese D'Attorre, invece, «il sequestro delle schede conferma la fondatezza delle gravissime preoccupazioni che avevamo espresso in ordine alla regolarità e alla trasparenza del voto a Catanzaro».

Zoggia (PD): Il sequestro dà corpo ai sospetti - «Il sequestro operato dalla Procura di Catanzaro dà corpo alle nostre denunce e ai sospetti sull'irregolarità del voto. Il Pd continuerà in tutte le sedi a battersi per l'accertamento della verità e affinché sia garantita la piena legalità del confronto elettorale. Confidiamo nell'azione della magistratura al fine di fare piena luce sui fatti e, nel caso, se si sia trattato dell'azione di singoli personaggi o se ci si trovi di fronte ad una azione orchestrata». E' quanto dichiara in una nota Davide Zoggia, responsabile Enti locali per il Pd.
«Quanto poi alle dichiarazioni di Abramo si può osservare che la responsabilità individuale, eventualmente accertata, anche di uno solo dei consiglieri eletti nelle liste a suo sostegno, determinerebbe il non raggiungimento della maggioranza assoluta», conclude Zoggia riferendosi alle dichiarazioni del sindaco eletto dal capoluogo calabrese.

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