19 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Passa la linea del PD e del PDL

Giustizia, la Severino vedrà i partiti uno a uno

Resta in salita il percorso del governo sul tema della giustizia. Il vertice voluto questa mattina dal ministro Paola Severino con i capigruppo di maggioranza sarà con molta probabilità anche l'ultimo sulla materia. Intesa solo sul metodo, malumore dei Democratici

ROMA - Resta in salita il percorso del governo sul tema della giustizia. Il vertice voluto questa mattina dal ministro Paola Severino con i capigruppo di maggioranza sarà con molta probabilità anche l'ultimo sulla materia visto che nella mezz'ora di riunione nella sala del governo a Palazzo Madama l'unica intesa è stata raggiunta sul metodo da seguire per arrivare alla «soluzione condivisa» auspicata dalla guardasigilli: incontri bilaterali, ministro-partiti, a partire da lunedì.

A chiederli sono stati sia Pdl che Pd. Quest'ultimo, come emerge dalle dichiarazioni della presidente dei senatori democratici, Anna Finocchiaro, per scongiurare ogni sospetto su un «inciucio» con il partito di Silvio Berlusconi con cui, lo sottolinea Dario Franceschini, su certi temi «la distanza resta massima», dice, assicurando che il Pd «non avrà cedimenti». Anche secondo Fabrizio Cicchitto «le differenze sono molto profonde», anche se lui e Maurizio Gasparri escono soddisfatti dal vertice che ha ratificato la loro linea di azione. Il Terzo polo apprezza il metodo adottato: «E' giusto e positivo che il governo ascolti», osserva il finiano Benedetto Della Vedova sottolineando però la necessità di «una iniziativa governativa sui temi della giustizia come c'è stata su altri temi». E l'Udc Gian Luca Galletti invita i partiti a mostrare con il governo «la stessa disponibilità che hanno mostrato sulle altre riforme». Il timore, fuori dai taccuini, è che alla fine l'esecutivo finisca per fare il notaio delle volontà soprattutto del Pdl e che le cose si complichino. Il rutelliano Franco Bruno, oggi al vertice a nome di Api, su twitter si spinge oltre: «Anche dopo il vertice con il Ministro Severino - scrive - la giustizia resta il terreno ideale per far cadere Monti e votare con le vecchie coalizioni».

Il Ministro Severino tuttavia si mostra fiduciosa e determinata. Ai giornalisti assicura che il metodo di confronto stabilito «non è affatto dilatorio». Anzi. Promette di lavorare a ritmo serrato sulla materia incontrando «non periodicamente ma quotidianamente» i partiti. «Si tratta - spiega - di riforme epocali che non possono essere fatte a colpi di emendamenti e subemendamenti ma vano fatte in maniera concordata». Nel merito non entra. Non lo ha fatto nemmeno durante la riunione limitandosi ad evidenziare che ci sono due cose più urgenti da trattare, ovvero responsabilità civile dei giudici e ddl anticorruzione. Su quest'ultimo assicura che lavorerà per presentare un testo alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera entro il 16 aprile come promesso ai rispettivi presidenti. Lascia sullo sfondo le intercettazioni anche se sia Cicchitto che Gasparri insistono sulla necessità di regolarle.