13 giugno 2024
Aggiornato 07:00
Risposta a Nicolò Rosso, in gita al Colle con la scuola media

Napolitano: Non mi ricandido, è l'ora di una donna

Ben consapevole delle pieghe che può prendere il dibattito politico, il presidente della Repubblica blocca sul nascere qualsiasi indiscrezione sul suo conto. E oggi fa sapere che non ci pensa proprio a ricandidarsi per un secondo mandato al Colle

ROMA - Il 2013 è dietro l'angolo, nei Palazzi continuano a rincorrersi ipotesi e voci sulla prossima presidenza della Repubblica. Sotto traccia, si affacciano anche i rumours incontrollati su una eventuale ricandidatura di Giorgio Napolitano alla scadenza del settennato l'anno prossimo. Ben consapevole delle pieghe che può prendere il dibattito politico, il presidente della Repubblica blocca sul nascere qualsiasi indiscrezione sul suo conto. E oggi fa sapere che non ci pensa proprio a ricandidarsi per un secondo mandato al Colle.
Per dissipare ogni dubbio, il capo dello Stato approfitta della domanda che gli viene posta da un ragazzino di prima media dell'istituto 'Virgilio' di Roma. Ironia della sorte, trattasi di Nicolò Rosso, figlio di Umberto, quirinalista di Repubblica. Il 16 gennaio scorso Nicolò visita il Quirinale con la scuola e viene ricevuto da Napolitano, che si presta alle domande dei giovanissimi studenti. Il tutto viene ripreso in un documentario realizzato dalla Rai sul palazzo del Quirinale, 'Istituzioni - una giornata al Quirinale', proiettato in anteprima per i giornalisti al Colle questa mattina.

«Signor presidente, quando finirà la sua carica, lei pensa di ricandidarsi?», chiede Nicolò. «C'è stata una tua collega che molto gentilmente si è preoccupata della mia stanchezza!», risponde Napolitano. «Effettivamente la stanchezza c'è - ammette - e poi non si deve ritenere di essere insostituibile. Sono una persona che ha lavorato molto, ha avuto molte soddisfazioni, molte responsabilità ma sono una persona molto avanti negli anni. È necessario passare la mano, è necessario che si facciano avanti altri anche per la carica di Presidente della Repubblica». Quindi, «dopo il maggio del 2013 ci potremo vedere di nuovo, quando vorrete, ma sarà da privato cittadino».
Sulla presidenza della Repubblica, Napolitano poi si permette di esprimere un auspicio, rispondendo ad un'altra domanda posta dai ragazzi. «Può una donna diventare presidente? E perchè finora non è successo?», viene chiesto. «Da deputato - risponde il capo dello Stato - ho partecipato all'elezione di molti presidenti della Repubblica e mi sono sempre trovato a dover scegliere fra candidati uomini. Sicuramente rimane ancora, se non un vero e proprio pregiudizio, una resistenza a scegliere una donna per certi incarichi». Ma, aggiunge, «più le donne si faranno sentire, prima arriverà, mi auguro presto, il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a presidente della Repubblica e potrà essere eletta».

I partiti si aprano a forze nuove, serve cambiamento - «I partiti devono il più possibile aprirsi a forze nuove, e queste devono avere la capacità di svolgere il loro ruolo e produrre il necessario cambiamento dei partiti, del quadro politico». Il presidente della Repubblica parla a un gruppo di giovani in gita al Colle, che gli chiedono lumi sulla loro sfiducia e disinteresse per la politica.
«E' un grande problema - risponde il capo dello Stato - perchè se i giovani rimangono lontani dalla politica questa andrà sempre peggio». Napolitano ricorda le «lettere di ragazzi, giovanissimi condannati a morte della Resistenza: hanno lasciato dei messaggi molto belli. Uno di questi scrisse: 'Quello che il fascismo voleva farci credere era che la politica è una cosa sporca, che quindi non bisogna occuparsene... Però se ne occupavano loro. Questo significava lasciare la politica nelle loro mani. Ma la politica siamo noi stessi'».
Ma il cambiamento dei partiti «dipende anche dai giovani», aggiunge il capo dello Stato. «Perchè se i giovani hanno un concetto talmente negativo che li porta a rifiutare la politica, questa, ripeto, andrà sempre peggio».