31 ottobre 2020
Aggiornato 19:30
Politica & Inchieste

Di Pietro: Manca la volontà di combattere la corruzione

E' quanto scrive sul suo profilo Facebook il leader dell'Italia dei Valori: La prova è il vertice dei quattro amici al bar.... Formigoni dice falsità, si dimetta. Finocchiaro (Pd): Ritiriamo emendamento su concussione. Donadi (Idv): Dal Pd utile chiarimento

ROMA - «La corruzione c'è e si sa già come combatterla: ad esempio con una legge che preveda la decadenza da ogni carica o incarico pubblico per coloro che sono condannati e la sospensione da ogni attività istituzionale per coloro che sono sotto processo». E' quanto scrive sul suo profilo Facebook il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
«Quello che manca - prosegue - è la volontà di combatterla e la riprova è proprio ciò che è avvenuto l'altra notte a Palazzo Chigi, in cui quattro amici al bar hanno deciso, pur di sopravvivere politicamente, di limitare ulteriormente l'uso delle intercettazioni, di ridurre la portata della Convenzione di Strasburgo prima ancora di ratificarla e cancellare il reato di concussione».

Formigoni dice falsità, si dimetta - «Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nella sua lettera aperta pubblicata ieri sul Corriere della Sera, ha in un colpo solo commesso tre errori: ha raccontato una macroscopica falsità storica, ha confessato la propria incapacità di governare e ha fatto una proposta tardiva e inconcludente». E' quanto scrive il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
«E' storicamente falso - prosegue l'ex pm - affermare che 'la corruzione nella nostra Regione (cioè la Lombardia ndr) non è per nulla un sistema'. E' vero l'esatto contrario e gli ultimi 30 anni di storia giudiziaria lombarda stanno lì a dimostrarlo. Negli anni '80 c'era un collettore di tangenti che si chiamava Antonio Natali quando finì in carcere, l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi si incaricò prima di andargli a dare solidarietà e poi di mandarlo in Parlamento per evitargli la galera. Negli anni '90, prima Mario Chiesa e dopo tutti gli altri inquisiti e condannati evidenziarono una spartizione e lottizzazione delle tangenti in Lombardia praticamente su quasi ogni commessa pubblica del Comune di Milano e di molti altri Comuni dell'hinterland della Provincia di Milano e anche di diverse altre province lombarde e della Regione, culminata poi con la vicenda Enimont in cui gli esponenti di tutti i partiti rimasero coinvolti (Lega e sinistra compresi checché se ne dica), spartendosi quasi 150 miliardi di lire».

Finocchiaro (Pd): Ritiriamo emendamento su concussione - «Non c'è alcun inciucio sulla giusta riformulazione del reato di concussione, ma siccome dobbiamo difenderci da chi vuole intorbidire le acque, alla Camera ritiriamo il nostro emendamento. Ci rimettiamo alla proposta del governo che comunque voteremo: sia con la norma che riformula il reato di concussione sia senza di essa». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, in un'intervista oggi sul Corriere della Sera.
«A maggio 2010, in tempi assolutamente non sospetti - spiega la capogruppo del Pd a Palazzo Madama - avevo presentato al Senato un testo che conteneva anche la riformulazione della concussione, adeguandomi così alle sollecitazioni dell'Ocse. Da allora le sollecitazioni dell'Ocse si sono rafforzate e anche con qualche profilo di ragionevolezza: negli anni di tangentopoli, infatti, molti imprenditori l'hanno fatta franca perché il reato di concussione lasciava, e lascia, in un cono d'ombra il concusso-vittima. Già a Palazzo Madama avevamo fatto già ritirare quell'emendamento per una ragione squisitamente politica, poiché sul nostro Paese gravava l'ipoteca di un premier imputato di concussione, e poiché l'argomento poteva dare luogo a strumentalizzazioni di ogni genere. L'emendamento è stato ripresentato alla Camera? Lo ritireremo anche lì, non in odio a Berlusconi ma per evitare che questo tema possa intorbidire il clima politico facendo scrivere che il Pd ha fatto l'accordo con il Pdl sulla concussione».

Donadi (Idv): Dal Pd utile chiarimento su concussione - «Prendiamo atto delle precisazioni, e degli utili chiarimenti, arrivati dal presidente dei senatori Pd Finocchiaro e dal capogruppo in commissione Giustizia Ferranti in merito al reato di concussione. Non a caso, ieri, avevo dichiarato che, in un momento come questo, solo un pazzo potrebbe pensare di metter mano a un'altra leggina ad personam». E' quanto afferma, in una nota, il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi.
«Resta il fatto - prosegue Donadi - che esiste il rischio concreto che, nella riformulazione della norma, ciò che oggi è concussione domani potrebbe non essere più riconducibile ad alcun reato e questo non sarebbe accettabile. Per questa ragione vigileremo nelle aule parlamentari, non in odio a Berlusconi, ma perché crediamo nel valore imprescindibile della giustizia. Crediamo, altresì, che un Paese dove la giustizia venga ritagliata su misura dei singoli imputati, solo perché potenti, non sia un Paese serio».