6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Il centrodestra e il Governo Monti

Berlusconi: Non mi ricandido. Bossi: Monti rischia la vita

Intervista dell'ex Premier alla Pravda: Resto Presidente del Pdl per ammodernare l'Italia. Bondi a Casini: I Riformisti si valutano su scelte di merito. Bossi: Monti rischia la vita, il nord lo farà fuori

ROMA - Nessuna intenzione di ricandidarsi a palazzo Chigi, ma sostegno «convinto» al governo Monti e massimo impegno per le riforme istituzionali. Silvio Berlusconi ha rilasciato una lunga intervista alla Komsomolskaya Pravda, confermando l'intenzione di fare un passo indietro rispetto alla premiership ma di voler anche continuare a giocare un ruolo di primo piano come presidente del Pdl, in primo luogo per le riforme, assicurando il proprio supporto al governo Monti che «sosteniamo con convinzione e lealtà».
«Non ho davvero intenzione di candidarmi per la sesta volta alla guida del governo - ha detto nella versione integrale dell'intervista - ma continuerò ad essere il presidente fondatore del Popolo della Libertà e lavorerò per favorire una stagione di riforme per il mio Paese. Credo davvero nella possibilità di un cambiamento di sistema che porti l'Italia ad essere uno Stato moderno, efficiente e all'altezza delle sfide globali. Mi considero insomma sempre al servizio del mio Paese e per questo non smetterò di lavorare e di impegnarmi come ho fatto in tutta la mia vita».

Bondi a Casini: I Riformisti si valutano su scelte di merito - Per valutare chi è «riformista» e «moderato» si dovrà giudicare in base alle «scelte di merito». Lo ha detto il coordinatore del Pdl Sandro Bondi: «Capisco le ragioni e il punto di vista del leader dell'Udc, ma ritengo che oggi parlare di moderati e di riformisti, e di una loro ipotetica alleanza, rappresenti una pura astrazione. L'esperienza del governo Monti indica, a mio avviso, che le coccarde si giustificano sulla base delle scelte di merito che ciascuna forza politica saprà assumere o meno, relativamente alle riforme di cui l'Italia ha bisogno».
«Da questo punto di vista, - ha aggiunto - il governo Monti potrà aiutare l'emergere di reali posizioni riformiste da parte della sinistra italiana. Un traguardo che io spero possibile, ma che finora non può essere considerato come un dato certo e acquisito».

Bossi: Monti rischia la vita, il nord lo farà fuori - «Rischia la vita, perché il nord lo farà fuori». Ha replicato così, il leader della Lega Umberto Bossi, a chi gli ha chiesto, al suo arrivo a Piacenza, dove terrà un comizio, se il premier Monti proseguirà anche anche dopo il 2013 sostenuto da Berlusconi.
«Adesso - ha aggiunto Bossi - il nord sta riempiendosi di mafiosi in soggiorno obbligato, prima o dopo qualcuno si decide a impiccarli in pubblica piazza», ha detto riferendosi alla recente decisione della magistratura di consentire il trasferimento di Salvatore Riina jr a Padova, dove rimarrà in libertà vigilata.

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