15 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Seminario per eliminare sprechi di Regioni, Province e Comuni

Riforme, Pd: Riordino enti locali per ammodernare il paese

Zoggia: Ripensare l'apparato amministrativo, sia a livello centrale sia locale, per abbattere quei caratteri di inefficienza e di incapacità decisionale che ne hanno minato la credibilità e la funzione democratica. Incontro Pd-Lega: Intesa sul taglio dei Parlamentari dal 2013

ROMA - La chiara definizione delle funzioni delle Province come enti di secondo livello, la determinazione del campo di intervento delle Regioni, l'individuazione delle «aree vaste» con le dimensioni dei nuovi distretti, l'impegno per forti investimenti finanziari atti a garantire servizi associati, il riconoscimento in Costituzione del nuovo ente. Sono alcuni punti fermi definiti nel corso di un seminario che si è svolto nella sede nazionale del Partito democratico, dedicato alla riforma delle provincie. All'incontro hanno partecipato amministratori, parlamentari ed esponenti degli enti locali.

Gli interventi di Zoggia e Bersani - «Ripensare l'apparato amministrativo della Repubblica, sia a livello centrale sia locale, per abbattere quei caratteri di inefficienza e di incapacità decisionale che ne hanno minato, nel tempo, la credibilità e la funzione democratica. Questo è il compito di un partito riformista». Ha detto Davide Zoggia, Responsabile degli Enti Locali che ha presieduto l'incontro a cui ha partecipato anche il Segretario Pier Luigi Bersani.
Secondo Bersani «lo Stato deve riorganizzare il proprio apparato riducendo un sistema di sedi e organi eccessivi, ma allo stesso temo - ha aggiunto Bersani - senza concedere nulla al populismo e avendo come obiettivo la ricostruzione di un rapporto della politica con i cittadini, rinnovato e fondato sulla fiducia e la credibilità».

Le proposte di riforma del PD - Nel corso del dibattito è emersa la necessità che la riforma si inserisca in un contesto di riordino tanto a livello centrale quanto negli Enti Locali della presenza dello Stato, alleggerendone il peso e producendo risparmi. Per questo le proposte che il Pd metterà in campo, dalla riforma della Legge Elettorale alla rimodulazione dell'elezione e delle funzioni delle Province, avranno come obiettivo quello di «riavvicinare la politica ai cittadini, rendendola sempre meno un corpo estraneo rispetto ai sacrifici che investono le fasce più deboli della società. Insomma ci si propone una posizione avanzata e non difensiva che possa contribuire in maniera determinata all'ammodernamento dello Stato e del sistema delle autonomie. La riforma delle Province, in particolare, richiede oggi decisioni urgenti per evitare il caos amministrativo che può nascere nella fase di transizione dopo l'approvazione del decreto Salva Italia che disegna il nuovo profilo».

Incontro Pd-Lega: Intesa sul taglio dei Parlamentari dal 2013 - Incontro Pd-Lega sulle riforme, nell'ambito del giro di consultazioni su legge elettorale e riforme della seconda parte della Costitituzione avviate dai maggiori partiti. A rappresentare il Pd sono stati Gianclaudio Bressa, Luciano Violante e Luigi Zanda. A rappresentare la Lega Roberto Calderoli, Federico Bricolo, Gianpaolo Dozzo.
Durante la riunione, ha fatto sapere il Pd in una nota, «si è registrata una intesa piena sulla riduzione del numero dei parlamentari con effetti a partire dalla legislatura del 2013». Inoltre, si legge nel comunicato, «la delegazione della Lega ha ribadito il proprio primario interesse per una riforma costituzionale che preveda il Senato federale. Pieno consenso anche sui meccanismi della sfiducia costruttiva e sui nuovi poteri del Presidente del Consiglio e del Parlamento. La legge elettorale - conclude la nota - dovrà essere coerente con le riforme costituzionali, riconoscere lo stretto rapporto tra eletto e elettore senza l'utilizzazione delle preferenze».