5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00
Lotta alla pirateria marittima

Pirati, assalto alla nave Grecale: fermati 11 somali

Tentato sequestro di persona con finalità di terrorismo, detenzione e porto d'armi da guerra. Sono queste le accuse che la Procura di Roma contesta a 11 somali catturati stamane dalla Marina militare italiana al largo delle coste dell'Oman. Il PM Scavo: «Fondamentale il lavoro svolto dal Procuratore aggiunto Saviotti»

ROMA - Pirateria, secondo l'articolo 1135 del codice della navigazione; tentato sequestro di persona con finalità di terrorismo, detenzione e porto d'armi da guerra. Sono queste le accuse che la Procura di Roma contesta a 11 somali catturati stamane dalla Marina militare italiana al largo delle coste dell'Oman. Gli indagati hanno provato ad impadronirsi, nella giornata di ieri, della motonave Valdarno.

Il responsabile dell'inchiesta è il pubblico ministero Francesco Scavo. Gli interrogatori di convalida, davanti al gip, si terranno tramite video conferenza, nei prossimi giorni. Secondo quanto ricostruito dagli uomini della nave Grecale, diretti dal comandante Francesco Procaccini, i somali si erano impossessati nei mesi scorsi di un peschereccio yemenita, assoggettando i marinai che erano a bordo.
Quando la fregata italiana Grecale è arrivata nel quadro delle operazioni, meno di due ore dopo il tentato blitz, ha ricostruito quanto avvenuto anche grazie alla testimonianza di tre cittadini dello Yemen che erano ostaggio dei somali e hanno avuto modo di vedere quanto compiuto dai pirati. Le loro parole saranno raccolte in incidente probatorio, si spiega a piazzale Clodio.
Il pm Scavo ha spiegato: «Siamo arrivati a questo risultato di assoluto prestigio per la Marina italiana anche grazie al lavoro svolto nei mesi scorsi dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti che ha svolto un prezioso lavoro di raccordo tra le vari soggetti impegnati nella lotta al fenomeno della pirateria».