30 agosto 2025
Aggiornato 07:00
Il Governo di Mario Monti

Bersani: Partiti più coinvolti e riforme istituzionali

Intervista alla Stampa per il Segretario del PD: «Non possiamo mangiare pane e City, alla fine non c'è più pane. Accelerare sul fondo salvastati, rendendolo credibile e dotandolo di risorse. Finché non saremo lì bisogna consentire maggiore possibilità di intervento alla Bce»

ROMA - «Adesso che si imposta il lavoro di un anno, bisogna stabilire un metodo». In un'intervista alla Stampa il segretario del Pd Pierluigi Bersani parla del rapporto tra i partiti e il Governo Monti.

Monti può trovare un rapporto diretto con i Segretari dei partiti - «Secondo me è fatto di tre punti. Sulle questioni europee e internazionali, Monti può trovare un rapporto diretto con i segretari dei partiti che gli consenta di rappresentare posizioni unitarie e nazionali su punti strategici; poi, occorre un modo ordinario e ordinato di avere una sede tra governo e gruppi parlamentari che consenta di costruire l'agenda di lavoro e renderla effettiva; infine, bisogna prendere una iniziativa - e io farò la mia parte - per definire un'agenda per riforme istituzionali e costituzionali: per altro, sulla modifica dei regolamenti parlamentari, sul bicameralismo e la riduzione dei membri di Camera e Senato c'è un lavoro sedimentato. Anche sulla legge elettorale si è cominciato a lavorare. E' chiaro, inoltre, che questa terza questione accentuerebbe la stabilità del governo. Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un'agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari».

Quanto all'Europa, Bersani spiega, anche in questo caso, i suoi tre punti programmatici: «La prima: accelerare sul fondo salvastati, rendendolo credibile e dotandolo di risorse. Finché non saremo lì bisogna consentire maggiore possibilità di intervento alla Bce. La seconda: teniamola pure sullo sfondo, ma la partita degli eurobond deve essere avviata (un'anticipazione potrebbe essere, come chiede Monti, una emissione europea dedicata agli investimenti). La terza: nonostante quel che dicono gli inglesi, sempre tanto preoccupati per la city - ma noi non possiamo mangiare pane e city, perché alla fine non ci sarà più neanche il pane - è ora che la finanza paghi qualcosa di quel che ha provocato. Insomma, una tassa sulle transazioni finanziarie va allestita. Qualcosa di questo deve essere messo in moto. E senza che il giorno dopo, con una intervista o della Merkel o di Sarkozy, si dica: abbiamo scherzato».