20 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Congresso PPE a Marsiglia

Berlusconi da Merkel-Sarkozy, la «prima» post-risate

Pressing telefonico del Cavaliere per esserci: Vengo a testa alta. La speranza dei berlusconiani più ragionevoli è che se sfogo dovrà essere, almeno sia solo mediatico, davanti ai tanti giornalisti internazionali, e non nel chiuso della sala dove si discutera del futuro del Continente

MARSIGLIA - La premessa è che i moderati berlusconiani un po tremano, pensando a Silvio Berlusconi faccia a faccia con il duo Sarkozy-Merkel, libero dai 'vincoli che possono limitare un premier in carica. Il caso ha voluto che fosse Marsiglia ad ospitare il primo incontro fra il Cavaliere e l'incarnazione dell'asse franco-tedesco dopo l'addio di Silvio a Palazzo Chigi. E così domani Berlusconi, dopo lungo e faticoso pressing, si troverà fra i capi di Stato e di governo che discuteranno a poche ore dal vertice di Bruxelles della medicina da somministrare all'Ue per fronteggiare la crisi. Non uno strappo al cerimoniale, ma certo un appuntamento che rischia di far discutere.

Raccontano diverse fonti di un Berlusconi molto insistente. Insistente a tal punto da chiamare giorni fa il Presidente del Ppe Wilfried Martens e il presidente del gruppo popolare all'Europarlamento Joseph Daul per reclamare la vetrina internazionale. E se non riuscirà a intervenire domattina come gli altri leader europei (per l'Italia ha già parlato oggi Alfano), almeno Berlusconi avrà il piacere di sedere di fronte ad alcuni dei big continentali con i quali negli ultimi mesi non tutto era filato liscio. A loro, è stata la promessa del Cavaliere consegnata ad alcuni dirigenti pidiellini, Berlusconi spiegherà quello che ritiene necessario per affrontare la crisi. «Dall'alto della mia esperienza», ha rivendicato anche nelle ultime ore. E «a testa alta», ha aggiunto.

Sarà la prima volta dopo i sorrisi sarcastici di Sarkozy e Merkel, e per questo Berlusconi non ha intenzione di mancare all'appuntamento. Perché mai il Cavaliere ha digerito l'atteggiamento di chi, a suo dire, l'ha indebolito a livello internazionale. «E io certo non ho nulla di cui vergognarmi, verrò qui a testa alta». La speranza dei berlusconiani più ragionevoli è che se sfogo dovrà essere, almeno sia solo mediatico, davanti ai tanti giornalisti internazionali, e non nel chiuso della sala dove si discutera del futuro del Continente. L'unico effetto collaterale è che domani l'attenzione sarà non per Alfano, ma per Berlusconi. Ancora una volta.