19 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Proposta di legge del capogruppo del Pdl nel Consiglio regionale del Piemonte

Abolire i carrozzonini inutili per contenere i costi della politica

La Regione potrà risparmiare oltre 500 mila euro annui con l'abrogazione delle leggi che hanno istituito il Garante per i diritti degli animali esotici, il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale

TORINO - «Contenere i costi della Regione e razionalizzare la spesa pubblica in un momento di particolare difficoltà economica e sociale del Paese. E’ questo l’obiettivo del disegno di legge che ho elaborato: un disegno di legge che si inserisce nell’ottica della riduzione dei costi degli apparati amministrativi e che è volto a rendere più efficaci ed efficienti le politiche pubbliche. Un documento che consentirà alla Regione un risparmio di oltre 500 mila euro all’anno».

Con queste parole il presidente del Gruppo consiliare regionale del Pdl Luca Pedrale illustra il contenuto della proposta di legge regionale dal titolo «Abolizione del Garante per i diritti degli animali, del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale», che ha presentato a Palazzo Lascaris.

«Questa proposta di legge – spiega Pedrale – prevede l’abrogazione di tre leggi regionali approvate tra il dicembre 2009 e il febbraio 2010: la n. 28 del 2 dicembre 2009, che istituisce il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e che prevede, oltre all’indennità di carica del Garante (pari ad un terzo di quella prevista per i consiglieri regionali), rimborsi spese, la consulenza di esperti, personale per il funzionamento dell’ufficio e la dotazione di 200 mila euro annui; la n. 31 del 9 dicembre 2009, che introduce il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e prevede, oltre all’indennità di carica del Garante (pari ad un terzo di quella prevista per i consiglieri regionali), rimborsi spese, consulenze, personale per il funzionamento dell’ufficio e la dotazione di 200 mila euro annui; la n. 6 del 18 febbraio 2010, che dispone la costituzione del Garante per i diritti degli animali, figura a cui non compete alcuna indennità di carica ma organismo per il quale la legge approvata stanzia 100 mila euro all’anno».

«Con l’istituzione di questi Garanti – prosegue il presidente del Pdl – il cui costo complessivo supera i 500 mila euro annui, si era inteso introdurre nell’ordinamento regionale uno strumento per affrontare situazioni e problemi sociali delicati. Ma dal momento che ad oggi la Regione non ha ancora provveduto alle nomine, l’abrogazione di queste leggi non incide su situazioni organizzative già strutturate ma, anzi, permette di non sostenere dei costi e quindi di conseguire un effettivo risparmio».

«Sopprimere queste figure – precisa Pedrale – non vuole assolutamente dire che la Regione rinuncia a perseguire la tutela di diritti fondamentali. Significa invece impegnarsi ad individuare altri organismi regionali già costituiti e strutturati che potrebbero acquisire queste ulteriori competenze, come le Consulte o gli Osservatori. Ad esempio, la Consulta dei Giovani potrebbe cambiare la propria denominazione e assumere anche le funzioni che erano state attribuite al Garante per l’infanzia e l’adolescenza e al Garante per gli animali. Mentre l’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura potrebbe incardinare al suo interno anche le competenze che erano state assegnate al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale».

«Lo spirito di questa legge – conclude Pedrale – è quello che ha già portato alla riduzione dei gettoni di presenza e degli emolumenti dei soggetti che rivestono una carica pubblica: oggi la priorità è dedicare particolare attenzione ai costi delle strutture amministrative e istituzionali anche attraverso la soppressione di enti e organismi, in modo da evitare stratificazioni di soggetti che comportano un aggravio del bilancio regionale dovuto al pagamento dei compensi dei soggetti che li compongono e ai costi di amministrazione e gestione».