3 luglio 2020
Aggiornato 16:30
Il delitto di Novi Ligure

Don Mazzi: Erika ha chiesto di rimanere a lavorare

Il fondatore della comunità Exodus: «Tra lei e Omar rapporto tra uno spacciatore e un'utente»

TORINO - «Ma quali fidanzatini? Il rapporto vero era tra uno spacciatore e un'utente». Così don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, racconta a 24 Mattino su Radio 24 il rapporto tra Erika De Nardo e Omar Favaro, gli autori del massacro di Novi Ligure.
Erika ha scontato la parte finale della pena in una comunità Exodus di don Mazzi: «Il vero rapporto tra i due era tra uno spacciatore e un'utente - ha detto don Mazzi - Poi scriviamo pure che erano fidanzatini, se vogliamo. L'utente però era la leader che ha sempre usato per gli affari suoi questo ragazzetto, poveretto».

Don Mazzi ha confermato che Erika rimarrà ancora a lavorare nella comunità: «Lei è la prima a capire che ciò che ha fatto non è da dimenticare e ha chiesto di stare con noi il tempo debito. Dieci anni di carcere sono pochi? Se dovessimo badare solo all'opinione pubblica, ogni volta che uno ammazza qualcuno dovremmo rinchiuderlo per l'eternità, perché noi abbiamo umore, perché il sangue non è acqua. Ma la legge italiana è questa, Erika ha scontato la sua pena».

Infine don Mazzi conferma la frase che Erika gli disse qualche mese fa: «Un giorno, disperata, mi ha detto: Pensa che oggi faccio fatica ad ammazzare una mosca e ho fatto quello che ho fatto. Ma ricordiamoci che era minore al momento del delitto ed era sotto effetto di droga. Si è dovuta disintossicare in carcere da questa dipendenza».

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