25 ottobre 2020
Aggiornato 04:00
10 ordinanze eseguite dalla Dda Milano

'Ndrangheta, 14 arresti tra Calabria e Lombardia

4 fermi a Reggio Calabria. Il Gip sospetta «talpe» tra i Magistrati di Catanzaro: «Alemanno non aveva idea chi fossero i Lampada». Anm: Inquietanti relazioni toghe-politici-criminali. Il Gip di Palmi «corrotto» con viaggi e escort

REGGIO CALABRIA - Sono 14 complessivamente le persone arrestate nell'inchiesta sulla 'ndrangheta, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Milano e quella di Reggio Calabria. Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha richiesto al gip l'arresto di 10 persone, di cui 9 sono finiti in carcere e una agli arresti domiciliari. Tra le persone finite in carcere figurano Giuseppe Vincenzo Giglio, presidente della sezione misure di prevenzione presso il tribunale di Reggio Calabria; Luigi Mongelli, maresciallo capo della Guardia di finanza in servizio a Milano; Francesco Morelli, consigliere regionale del Pdl in Calabria e presidente della II Commissione Bilancio del consiglio regionale calabrese; Vincenzo Minati, avvocato del Foro di Palmi. Nella stessa inchiesta risulta indagato per corruzione in atti giudiziari anche un altro magistrato calabrese Giancarlo Giusti, in servizio presso la sezione staccata di Cinquefrondi in provincia di Reggio Calabria, già coinvolto in passato in altre inchieste giudiziarie.

4 fermi a Reggio Calabria - Nello stesso procedimento la Dda di Reggio Calabria diretta da Giuseppe Pignatone ha emesso quattro provvedimenti di fermo nei confronti fra gli altri di Vincenzo Minati già destinatario del provvedimento di arresto del gip di Milano. La Procura di Reggio Calabria, tra l'altro, ha indagato gli avvocati Francesco Cardone del Foro di Palmi e Giovanni Marafioti del Foro di Vibo Valentia e Francesco Cardone del Foro di Palmi, tra l'altro consigliere dello stesso ordine forense. Sono state eseguite perquisizioni negli uffici dei magistrati e degli avvocati coinvolti dove sono state prelevate numerose documentazioni.

Il Gip sospetta «talpe» tra i Magistrati di Catanzaro - «Viene fuori che i Lampada hanno avuto garanzie sulla eventuale iscrizione tra gli indagati sia per quanto riguarda Reggio Calabria che per quanto concerne Catanzaro ma Catanzaro non è la sede giudiziaria del magistrato. Come ha fatto a reperire notizie su quel distretto? Dobbiamo immaginare che lo stesso si sia rivolto ad altri colleghi o a soggetti istituzionali di quel distretto? L'ipotesi non è peregrina e dovrà essere sicuramente accertata dalle indagini». Questo scrive il gip milanese Giuseppe Gennari a proposito dei contatti tra Francesco Lampada e il giudice Giuseppe Vincenzo Giglio, che è fra gli arrestati di questa mattina nell'inchiesta sulla 'ndrangheta.

Alemanno non aveva idea chi fossero i Lampada - «Che Alemanno, così come è, non avesse idea alcuna di chi fossero in realtà i Lampada conta poco o nulla. Quello che conta è che il gruppo mafioso riesca ad accedere a determinate relazioni personali di favore alle quali mai avrebbe potuto avvicinarsi non beneficiando della rete di compiacenze». Lo scrive il gip Giuseppe Gennari nell'ordinanza di arresto per dieci presunti appartenenti alla 'ndrangheta a proposito di una serata «evidentemente organizzata da Giulio Lampada» alla quale avevano partecipato noti esponenti politici tra i quali Gianni Alemanno, già ministro dell'Agricoltura e poi sindaco di Roma.

Anm: Inquietanti relazioni toghe-politici-criminali - «I fatti che emergono dagli atti d'indagine della dda della procura della Repubblica di Milano nei confronti anche di magistrati in servizio in uffici giudiziari calabresi appaiono oggettivamente gravi e suscitano sconcerto e indignazione». Lo scrive in una nota l'Associazione nazionale magistrati.
«Al di là di ogni valutazione sul merito delle accuse, non si può ignorare - prosegue il documento del sindacato delle toghe - l'inquietante rete di relazioni tra appartenenti all'ordine giudiziario, pubblici amministratori ed espo-nenti della criminalità organizzata che emerge dalle indagini, con evidente compromissione della funzione giudiziaria e dell'immagine della magistratura».
«Ribadiamo ancora una volta - si legge ancora nel comunicato - che la magistratura è un corpo sano, capace di trovare al proprio interno gli strumenti necessari a individuare i comportamenti dei singoli contrari alla legge. Proprio per questo ha il dovere, come sempre ha fatto, di accertare con massimo rigore al proprio interno comportamenti quali quelli qui ipotizzati. L'Associazione nazionale magistrati chiederà al collegio dei probiviri di valutare con la massima urgenza la compatibilità dei fatti contestati con l'appartenenza all'associazione».

Il Gip di Palmi «corrotto» con viaggi e escort - Il gip di Palmi Giancarlo Giusti, perquisito e indagato nell'ambito dell'inchiesta milanese sulla 'ndrangheta, sarebbe stato corrotto con uuna serie di viaggi e soggiorni a Milano pagati dall'associazione con l'utilizzo di una ventina di escort diverse. Gli inquirenti stanno cercando di capire che cosa il giudice avrebbe dato in cambio al boss Giulio Giuseppe Lampada.
L'altro giudice coinvolto nella vicenda, Giuseppe Vincenzo Giglio, arrestato, invece, sarebbe stato corrotto favorendo la carriera della moglie Alessandra Sarlo, dirigente della Provincia diventata commissario straordinario della Asl di Vibo Valentia, Asl poi inquisita per mafia.