2 dicembre 2022
Aggiornato 17:30
I paletti dell'ex Premier al «Corriere della Sera»

Berlusconi: Monti avanti fino al 2013 se non fa la patrimoniale

«Con misure senza il consenso del Pdl l'Esecutivo non andrà avanti. Ok a una nuova ICI». Rotondi: «Berlusconi statista passa premiership a Alfano». Gasparri: «Indicati i contenuti chiari della nostra agenda». Briguglio: «Silvio non faccia Orfeo, guardiamo al futuro»

ROMA - «Monti deve arrivare al 2013 purchè non faccia la patrimoniale». Così come «abbiamo chiesto a Monti e a tutti i suoi ministri di impegnarsi a non presentarsi alle prossime elezioni» e «Monti mi ha risposto di sì. Alla presenza del capo dello Stato». L'ex Premier Silvio Berlusconi ha posto con forza i paletti del Popolo delle Libertà perchè alla fiducia votata in Parlamento al Governo Monti segua un costante e coretto sostegno, parlando da ritrovato leader del partito di maggioranza relativa in Parlamento.
«Il Governo - ha detto il cavaliere in una paginata di intervista al Corriere della sera- è composto da tecnici di elevata competenza» ma «questo non significa che avranno carta bianca su tutto» perchè al contrario «saremo attenti su tutto» E «difenderemo tutti gli elementi di continuità, a cominiciare dalle riforme concordate con l'Europa» per far fronte alla crisi e alla speculazione. Ed in questo senso, ha avvertito Berlusconi, mentre «è possibile l'introduzione di una tassa simile all'Ici da noi già prevista con il federalismo, per portare la tassazione degli immobili in linea con la media europea, noi siamo contrari alla patrimoniale». Così come «diremo noa eventuali proposte recessive e appoggerremo tutte le iniziative per promuovere lo sviluppo» .
«Monti - ha sottolineato ancora Berlusconi - deve arrivare al 2013: i provvedimenti che deve portare in aula non sono pochi e con tempi e regole vigenti ha bisogno di un certo periodo. Del resto non credo Passera abbia lasciato BancaIntesa e Severino il suo studio legale per durare sei mesi. Nè io ho mai usato l'espressione 'staccare la spina'. Ma certo se Monti prenderà decisioni in contrasto con i partiti che lo sostengono non potrà andare avanti».

Alfano prossimo candidato Premier dopo le primarie - Il candidato premier del Pdl alle prossime elezioni politiche «sarà scelto attraverso le primarie fra i nostri iscritti che sono già un milione e duecento mila» ma «ho la ragionevole convinzione che a vincere sarà Angelino Alfano che ha tutte le qualità per essere un ottimo candidato Presidente del Consiglio». L'ex Premier Silvio Berlusconi, tornato ormai a vestire a tempo pieni i panni di presidente del Pdl (...«lavorerò in Parlamento per assicurare la governabilità e nel partito per prepararlo a vincere le prossime elezioni»...) ha confermato che non intende affatto lasciare la vita politica. E ha prospettato una linea per il centrodestra nell'era Monti che vede tutt'altro che alle spalle il rapporto con Bossi e la Lega, nessuna Canossa con Gianfranco Fini e quanti come lui dal Pdl se ne sono andati, disponibilità senza calore verso Pier Ferdinando Casini.
«Sono sicuro - ha sottolineato fra l'altro il Cavaliere in una lunga intervista domenicale al Corriere della Sera - che manterremo il rapporto stretto che c'è sempre stato fra noi e la Lega» che «è un nostro alleato solido e leale» così come «il Pdl è l'unico vero alleato su cui la Lega anche in futuro potrà contare».
Di contro, «gli elettori moderati non dimenticheranno mai» quello che Berlusconi ha insistito nel definire «il 'peccato originale' di Fini». Perchè «la sua fuoriuscita dal Pdl che ha dato origine al deterioramento della nostra maggioranza scelta dagli elettori è stata scolpita in negativo nella storia politica italiana».
Mentre diverso è il discorso con la componente e l'elettorato cattolico del Terzo polo, a partire da Udc e Pier Ferdinando Casini. «Ci sono leader politici - ha messo le mani avanti il Cav su quest'ultimo - che si occupano dell'interesse generale e politici di professione che badano alla loro carriera». Detto questo, «a Casini abbiamo infinite volte offerto di recuperare un rapporto con il centrodestra in nome dei comuni valori e della comune appartenenza al Ppe». E «penso che in un clima politico meno avvelenato sian possibile ritrovare lo spazio per un dialogo che serva riportare tutti i moderati sotto un stesso tetto».

Rotondi: Berlusconi statista passa premiership a Alfano - «Quella di Berlusconi al Corriere della Sera è un'intervista che restituisce a Silvio l'onore di servitore dello Stato capace solo di gesti di amore per l'Italia, ieri con un passo indietro, l'altro ieri con la discesa in campo e domani col coraggioso investimento su Angelino Alfano». Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Pdl Gianfranco Rotondi.

Bondi: Berlusconi conferma l'impegno nel Pdl per l'interesse del Paese - «Ritengo che la nuova fase politica che si apre con l'insediamento del governo Monti solleciti la politica ad incorporare un maggior tasso di competenza (come riteneva giustamente anche Adriano Olivetti) e concentrarsi maggiormente sui contenuti di una agenda di governo in un momento estremamente difficile e nell'esclusivo interesse del Paese». Lo ha sottolineato in una nota Sandro Bondi, fra i coordinatori del Pdl.
«Questo - ha proseguito Bondi. sarà un banco di prova per tutte le forze politiche, le quali saranno giudicate proprio sulla base della loro capacità di abbandonare posizioni di carattere ideologico, di misurarsi sui contenuti e di ricercare i punti di equilibrio fra ragioni ed esigenze diverse. Il Pdl, come conferma l'intervista rilasciata oggi dal Presidente Berlusconi, si accinge ad affrontare questa prova con la consapevolezza che da essa dipende non solo il futuro del Pese ma anche il profilo moderato ed europeo di un grande movimento politico come il nostro».

Gasparri: Berlusconi indica i contenuti chiari della nostra agenda - «L'intervista di Silvio Berlusconi al Corriere indica una lucida linea di responsabilità ma anche di chiarezza sui contenuti. C'è anche la conferma di una linea di rinnovamento del Pdl fondamentale per un nuovo slancio per tutta l'area alternativa alla sinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Ancora una volta il Pdl con questa linea si conferma una forza politica che vuol servire l'Italia senza una spirito di fazione». Lo ha affermato in una dichiarazione il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, convinto che «l'intervista di oggi riempie di chiari contenuti la nostra agenda di lavoro».

Briguglio: Berlusconi non faccia Orfeo, guardiamo al futuro - «Oggi ci chiediamo: Berlusconi vuole continuare a guardare all'indietro o da ex premier e leader del Pdl vuole dare un contributo serio per salvare il Paese dalla rovina economica e per superare divisioni e conflitti del passato? Noi speriamo che prevalga nel Cavaliere la pars costruens, anche nella prospettiva futura del centrodestra italiano ed europeo. Non faccia come Orfeo: non solo nel mito anche in politica chi si volta indietro rimane di sale...».
Lo ha affermato il Vicepresidente vicario dei deputati di Fli Carmelo Briguglio, commentando l'intervista di Silvio Berlusconi al Corriere della Sera in cui critica Gianfranco Fini e i deputati finiani Bocchino, Briguglio e Granata accusati della loro fuoruscita che l'ex premier è tornato a definire «peccato originale».
«Sono uno dei tre moschettieri, insieme ai colleghi Bocchino e Granata, che l'ex premier Berlusconi accusa di avere gettato discredito - leggasi esprimere opinioni diverse dalle sue - sul suo governo. Ragione per la quale il Pdl a suo tempo ci deferì al collegio dei probiviri, il tribunalino interno del Pdl che non ha mai aperto fascicoli contro nessuno, nemmeno contro iscritti che si chiamano Dell'Utri, Cosentino o Verdini. L'avviso di garanzia inviatoci dal partito berlusconiano era costituito da un pacco di agenzie di stampa, il massimo per un partito liberale e garantista. I fatti si sono incaricati di dimostrare che il discredito sul governo lo gettava soprattutto chi lo guidava con la sua condotta pubblica e privata, certo nè Fini nè i finiani. Ma questo - ha sottolineato - è ormai il passato».