18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
L'operazione è partita da un controllo fiscale

Contrabando gasolio, 2 arresti e 40 denunce per truffa e riciclaggio

Vendevano gasolio agricolo con il beneplacito delle 'ndrine. Investigazioni, fatte con i metodi di una volta, pedinamenti e riscontri bancari, ma anche attuali, con intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 350 milioni di euro

REGGIO CALABRIA - E' partita da un controllo fiscale ai danni dell'azienda di commercio di carburanti Camastra s.p.a. l'operazione che questa mattina ha portato in carcere i due fratelli titolari dell'impresa e denunciato 40 persone a piede libero. Investigazioni, fatte con i metodi di una volta, pedinamenti e riscontri bancari, ma anche attuali, con intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli uomini del colonnello Cosimo Di Gesù hanno dovuto faticare due anni per trarre le conclusioni di questa importante operazione: «Un'operazione di grande rilievo, con un valore di beni sequestrati di notevole entità, circa trecentocinquanta milioni di euro. Anche in questa operazione, il valore aggiunto è rappresentato dal rapporto degli imprenditori indagati con il mondo della 'ndrangheta, con reciprocità di fonti considerevoli di guadagno ai danni dello Stato», ha detto il procuratore della Repubblica, Giuseppe Pignatone, commentando l'esito dell'operazione in conferenza stampa.

Tra gli acquirenti, imprese agricole, motopesca, aziende di trasporto, depositi di stoccaggio - «Per potere creare la disponibilità di prodotto petrolifero agevolato da collocare illecitamente sul mercato - ha detto il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Cosimo Di Gesù - attestavano falsamente che il prodotto originario era stato colorato. Tant'è che durante il periodo delle investigazioni - ha sottolineato Di Gesù - la quantità di gasolio venduto falsamente come agricolo e' stata di circa venticinque milioni di litri».
Tra gli acquirenti, imprese agricole, motopesca, aziende di trasporto, depositi di stoccaggio. Tutte ditte vicine alle consorterie mafiose della regione che con questo stratagemma, poteva risparmiare bei soldi e fare «preventivi» per gare d'appalto concorrenziali. In una settimana si arriva a risparmiare di tasse, e quindi a ripulire denaro, per oltre 150 mila euro. Il gasolio, infatti, per poter essere commercializzato deve essere sottoposto all'accisa: agevolata, se destinato a particolari usi ammessi al beneficio (agricoltura, motopesca, serre, ecc.), ordinaria, se destinato all'autotrazione, al riscaldamento, all'edilizia ed ogni altro ordinario utilizzo.

Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 350 milioni di euro - Secondo gli inquirenti, i fratelli Camastra avrebbero destinato il prodotto petrolifero ad usi normali «scontando», invece, l'imposta agevolata riservata agli specifici usi. Avrebbero allora fatto risultare fittizie vendite (solo cartolari) a destinatari ammessi al beneficio dell'accisa agevolata (agricoltura, motopesca, serre, ecc.) e per pari importo e volumi, commercializzato effettivamente, ma «in nero», il prodotto nel mercato ordinario. A mettere sull'allerta la Guardia di Finanza è stata la cospicua quantità di carburante venduto per usi quali l'agricoltura o la motopesca: settori che, soprattutto in un periodo di crisi come quello attraversato dall'Italia e dal Meridione, non godono di certo di particolari ricchezze. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 350 milioni di euro.