30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Decimo congresso dei Radicali italiani

Radicali: Staderini confermato Segretario, Viale Presidente

Anche De Lucia resta Tesoriere. Il Segretario: «Governo e opposizioni insufficienti. Sulle riforme sintonia con Renzi e Zingaretti»

CHIANCIANO - Il decimo Congresso di Radicali Italiani si è chiuso oggi a Chianciano Terme con la conferma del Segretario Mario Staderini. Confermati anche il Tesoriere Michele De Lucia e il Presidente Silvio Viale.

Governo e opposizioni insufficienti - L'ultimo giorno del X Congresso dei Radicali Italiani ha confermato lo scontro tra il movimento e la classe dirigente del Partito Democratico in chiave Nuovo Ulivo. Il segretario dei Radicali Italiani, Mario Staderini, commentando l'aggravarsi della crisi ha bacchettatto sia le ricette del Governo Berlusconi che quelle proposte dal centrosinistra formato da Bersani-Vendola-Di Pietro: «Le proposte del governo all'Europa per salvare l'economia sono del tutto insufficienti; ma anche il cosiddetto nuovo Ulivo avrà grosse difficoltà ad essere credibile sui quattro temi sui quali si dovrà intervenire: liberalizzazioni, pensioni, giustizia e municipalizzate».

Sulle riforme «sintonia con Renzi e Zingaretti» - Una presa di posizione che in parte sembra mettere fuori dallo scacchiere del centrosinistra i radicali italiani, ma allo stesso tempo il movimento di Staderini cerca di restare con un piede dentro prendendo come punti di riferimento Renzi e Zingaretti e in generale il popolo del Pd. «Servono quelle riforme liberali che abbiamo tanto insistentemente proposto e che nessun partito ha voluto» ha spiegato ai giornalisti il segretario dei Radicali.
«Per noi non e' tanto un problema di alleanze quanto di contenuti. Renzi e Zingaretti hanno fatto delle proposte importanti, andiamo a vedere se sono realizzabili».
Rimandata alla volontà del gruppo parlamentare dei radicali - interno ancora al Pd - la decisione su quale voto dare alla riforme anti-crisi del Governo. «Lo decideranno - ha concluso Staderini - le nostre delegazioni parlamentari». Nella mozione di maggioranza del congresso c'è sintonia sulle proposte di Matteo Renzi «per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, del valore legale dei titoli di studio, di introduzione di un sistema elettorale maggioritario secco» e quella di Nicola Zingaretti per gli Stati Uniti d'Europa. Sulla mozione, in fatto di alleanze, si dà a precedenza a qualsiasi forza «appoggi la rivoluzione liberale».

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