30 marzo 2020
Aggiornato 06:30
Napolitano al congresso Pdci: bene l'intento di operare con altri partiti

Diliberto: Il 2008 fu un errore catastrofico, ora accordo con il PD

Il Segretario del PDCI: Alleanza su scuola, lavoro e fisco. Ci impegniamo a garantire la governabilità per cinque anni». Parisi: Ci sono le condizioni per aprire un confronto con il PD

RIMINI - «Noi vogliamo un accordo con il Pd, così come lo vogliamo con tutto il centrosinistra». Lo ha proposto il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, nella sua relazione iniziale al sesto congresso nazionale avviato a Rimini. Questa intesa - in particolare su scuola, lavoro e fisco - deve puntare a trovare un accordo per tornare a governare il paese, perché già nel 2008, quando si fece cadere il Governo Prodi, fu «un errore catastrofico».
«Ritengo che non si debba rifare il catastrofico errore del 2008 quando andando divisi - ha spiegato Diliberto -. Io con molta modestia fui l'unico a dire che non dovevamo dividerci, ma Veltroni e Bertinotti insieme decisero la separazione consensuale» in particolare «Veltroni ha regalato la maggioranza a Berlusconi e Bertinotti ha regalato alla sinistra il 3,1% e siamo rimasti fuori dal Parlamento». Quindi «andammo divisi e perdemmo rovinosamente». Complimenti per il bell'esito! Non rifacciamo gli stessi errori del passato».

Un accordo con il Partito democratico, secondo il segretario del Pdci, non è possibile su tutti i punti, per esempio la proposta di un intervento dell'Italia nella guerra in Libia «sarebbe una cosa assolutamente invotabile». Però «proponiamo di negoziare quanto prima possibile con il centrosinistra alla luce del sole non nelle segrete stanze alcuni punti chiari, senza possibili fraintendimenti futuri; fattibili; che siano comprensibili ai cittadini italiani». In particolare, ha spiegato, su «lavoro e ruolo del pubblico nell'economia», su «scuola pubblica e intera filiera dei saperi» e «fisco». «Noi - ha aggiunto - abbiamo programma dettagliato a disposizione del centrosinistra per la lotta all'evasione fiscale».
«Noi - ha concluso Diliberto - vogliamo partecipare alle primarie del centrosinistra perché rappresentano già un pezzo della campagna elettorale di dopo, danno visibilità e delimitano i confini della coalizione e noi saremmo scellerati a non partecipare. I nostri militanti vogliono partecipare, non ci sottraiamo a un dovere democratico».

Ci impegniamo a garantire la governabilità per cinque anni - Se si farà un'alleanza con il Pd e i nostri punti programmatici saranno accolti, ha assicurato il segretario Diliberto, «noi contemporaneamente dobbiamo impegnarci a garantire la governabilità per cinque anni del centrosinistra».
Questo passaggio, ha fatto notare il segretario nella sua relazione «non è semplice» e nemmeno «indolore», ma va chiarito subito» perché ne va della credibilità della sinistra e altrimenti «la stessa campagna elettorale nostra sarebbe debole. Serve una reciproca affidabilità - ha precisato - un reciproco scambio di garanzie, per comportarci da persone serie».

Parisi: Ci sono le condizioni per aprire un confronto con il PD - «Ci sono le condizioni per un confronto» e che tra Pd e Pdci «penso possa aprirsi un confronto». Lo ha detto Arturo Parisi, a margine del congresso nazionale del Pdci a Rimini, commentando la «volontà dichiarata» del segretario Oliviero Diliberto, la «presa di distanza nella tentazione di autosufficienza» della sinistra e la ricostruzione fatta sul passato dove ha messo in evidenza le responsabilità anche della sinistra della caduta del Governo Prodi nel 2008.
Quella del segretario del Pdci Diliberto è stata, secondo Parisi, una «relazione chiara, onesta e aperta» in particolare per l'analisi sul passato e la «critica nella ricostruzione delle responsabilità della caduta del Governo Prodi che ha avuto come obiettivo la segreteria del Pd e i componenti della sinistra».
Diliberto, secondo il rappresentante del Pd «ha associato il riconoscimento degli errori di quello che veniva chiamata sinistra radicale».
«E' stata una relazione aperta - ha aggiunto - perché incoraggia un confronto che sulla base di una condivisione generale, apre ad un patto programmatico su punti specifici assicurando un sostegno reale di legislatura al governo di centrosinistra». Un «punto qualificante» è stato poi la manifestazione d'interesse a «partecipare alle primarie».

Diliberto: Mentana ha la tessera dei Comunisti italiani - «Enrico Mentana è un tesserato onorario del partito dei Comunisti Italiani». Lo rivela Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti Italiani, ai microfoni di Radio 24 durante la trasmissione La Zanzara.
«Mentana - spiega - riceve regolarmente la tessera dei Comunisti Italiani da quando organizzò nel 2006 il match a Matrix tra me e Berlusconi perchè quell'incontro ci fece guadagnare un consenso strepitoso in proporzione alle nostre piccole dimensioni. Mentana non la respinge, anzi puntualmente, quando la riceve, mi chiama per ringraziare».

Napolitano al congresso Pdci: bene l'intento di operare con altri partiti - «La consapevolezza della portata dei problemi aperti dalla grave crisi globale che ha colpito anche l'Italia negli ultimi anni e della necessità di dare risposte convincenti e tempestive in primo luogo a chi, come i lavoratori meno garantiti e le generazioni più giovani, vede messe in discussione le prospettive del proprio futuro, rappresenta oggi una sfida per tutti ineludibile». Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato al sesto congresso del Pdci che si apre oggi a Rimini. E' quindi «importante» che «queste questioni vengano affrontate con il necessario respiro e con la dovuta attenzione a quanto avviene in Europa e nel mondo», continua la nota letta dal palco congressuale.
«In questo quadro - ha scritto il presidente - assume particolare significato la fiducia da voi ribadita nella permanente validità dei principi della nostra Costituzione, in particolare per il perseguimento dell'equità sociale e della solidarietà, anche tra le generazioni, come punti di riferimento ai quali ispirare l'azione sociale e politica, e insieme l'intendimento di operare per una collaborazione fra forze politiche diverse intorno a possibili obiettivi comuni di interesse generale».
La nota si conclude con «l'auspicio che dai vostri lavori congressuali ai quali sono stati opportunamente chiamati a dare il loro apporto anche personalità esterne al partito, possano venire validi contributi propositivi».

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