12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Bossi: Fini sa che non conta più niente

Fini, la Lega insiste: Non è intoccabile, deve dimettersi

Il capogruppo Reguzzoni: Lasci la leadership di Fli o la presidenza della Camera. Frattini: La sua presidenza è un problema politico, ma no alle risse. La replica di Di Biagio (Fli): Frattini pensi alle sue azioni fuori dall'Aula

ROMA - La Lega intende andare fino in fondo nella sua contestazione a Gianfranco Fini, per una sua scelta fra incarico di presidente della Camera e leadership politica di Futuro e Libertà. «Continueremo - ha ribadito il capogruppo alla Camera del Carroccio Marco Reguzzoni, dopo la contestazione in aula di ieri- a chiedere le sue dimissioni: si sente un intoccabile ma, secondo la Costituzione italiana nessuno è intoccabile. Esistono addirittura procedure per la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica...».
«Non si vede perchè - ha sottolineato Reguzzoni, in una intervista al Messaggero- il presidente della Camera debba essere superiore a ogni regola e a ogni legge. Fini crede di poter fare quello che vuole e non doverne rispondere a nessuno: bisogna fargli capire che non è così. Dobbiamo fargli capire che non è così: venga in aula e ci dia una risposta. Dopo di che prenda atto che chi rappresenta un'Istituzione non può fare i propri interessi».
E il capogruppo leghista ricorda: «Fini stesso contestò l'allora presidente della Camera Pivetti per aver fatto un saluto ad un raduno di partito. Casini lasciò la guida dell'Udc a Follini e Bertinotti fece lo stesso con Giordano. Lui invece oggi mette il suo nome nel logo del suo partito e va in tv ad insultare gli avversari politici. Scorrettezze istituzionali evidentissime che faranno rivoltare nella tomba i presidenti del Parlamento davvero istituzionali e super partes come Spadolini...».

Bossi: Fini sa che non conta più niente - L'attacco del presidente della Camera Gianfranco Fini alla signora Bossi «è stato un momento di rabbia perchè si accorge che non conta più niente». Se ne è detto convinto il di lei marito Umberto, rispondendo a Ciampino a domande dei giornalisti sullo scontro con Fini. «Non e' un clima di campagna elettorale», ha aggiunto.

Frattini: La sua presidenza è un problema politico, ma no alle risse - Quello posto dalla maggioranza rispetto al doppio ruolo di Gianfranco Fini presidente della Camera e leader politico di Futuro e Libertà che ha ripreso in pieno l'attività di partito «e' un problema politico da affrontare senza risse». Lo ha sottolineato, fra l'altro, il ministro degli Esteri Pdl Franco Frattini, ospite a Radio24, dopo lo scontro in aula alla Camera di ieri.
«Il presidente della Camera - ha detto ancora Frattini ricordando le critiche dell'allora presidente di An Fini all'indirizzo di Irene Pivetti che da presidente della Camera intervenne alla kermesse leghista di Pontida - può assumere comportamenti politici in cui chiede che governo e maggioranza vadano a casa? E' possibile lo sdoppiamento?«
«La gestione dell'aula e' qualcosa su cui abbiamo fatto appunti come si fanno a tutti i presidenti» ma «sono le azioni fuori dell'aula che hanno preoccupato», ha denunciato il ministro.

Di Biagio (Fli): Frattini pensi alle sue azioni fuori dall'Aula - «Frattini dice che sono le azioni fuori dall'Aula (di Fini) che preoccupano? Proprio lui che è l'amico di Lavitola o, meglio, il ministro che ha accompagnato il faccendiere affarista in Centro America e Albania? Il Ministro degli Esteri che si è precipitato in Senato per la prima e ultima volta da Ministro per sostenere, contro ogni ragionevolezza e senza nemmeno arrossire, la patacca di Lavitola contro il Presidente della Camera? Ah già: Frattini!». Lo afferma in una nota il deputato di Futuro e Libertà Aldo Di Biagio.

Bondi: Il desiderio di visibilità di Fini contrasta con il moderato Casini - «Il crescente desiderio di visibilità politica di Fini non solo contrasta con il proprio ruolo istituzionale, ma è destinato a mettere in luce una identità culturale e un carattere politico divergente rispetto alla natura moderata della personalità politica di Casini e dell'Udc». Lo afferma in una nota il coordinatore del Pdl Sandro Bondi.