31 marzo 2020
Aggiornato 07:30
Ricerca Ipsos «Cattolici e politica: tra astensionismo e voglia di impegno»

Cattolici: ok della base a un impegno maggiore, no a nuova DC

Gli elettori con Bagnasco: «Purificare l'aria». Ma il centro non piace. Buttiglione: «Lavoriamo contro la tentazione dell'assenteismo»

ROMA - La volontà di nuovo impegno diretto dei cattolici in politica è molto forte e il monito del Presidente della Cei Angelo Bagnasco il 27 settembre al summit di Todi («C'è da purificare l'aria, perché le nuove generazioni - non restino avvelenate«) è radicato nell'elettorato cattolico praticante e non (67% del campione rappresentativo è molto o abbastanza d'accordo, il 25% poco o per niente, il 9% non risponde). Ma solo l'11% dei cattolici adulti italiani ritiene che questo rinnovato impegno deve sfociare nella nascita di una nuova forza organizzata dei cattolici, a fronte di un 83% che ne è contrario ed un 6% che non sa esprimersi. E' uno dei dati più significativi dell'indagine Ipsos «Cattolici e politica: tra astensionismo e voglia di impegno», commissionata dalla Fondazione Achille Grandi per il bene comune, presentata oggi dalle Acli a Roma.
Dalla quale emerge una sfiducia sempre più marcata degli italiani, cattolici come non cattolici, sia nei confronti delle istituzioni rappresentantive che nelle forze politiche attuali di centrodestra, centrosinistra e anche centro. Che si traduce in un «astensionsimo» per scelta sempre più consistente. Solo il 25% degli intervistati ha fiducia nel Senato, solo il 22% nella Camera, solo il 14% nei partiti. E quindi il 75% non ha fiducia in chi siede a palazzo Madama, il 78% in Montecitorio, il 76% nelle forze politiche.

Il Centrodestra continua ad essere lo schieramento preferito - Fra queste ultime, poi, gli elettori cattolici (praticanti e non) il centrodestra continua ad essere lo schieramento preferito ma in costante calo di consensi: 47% contro il 49,1% di un anno fa e il 51,8% del 2008. Mentre il centro (Udc, Fli, Api, Mpa) non cresce negli ultimi dodici mesi (16,2% contro 16,8%, a fronte dell'11% del 2008). Con invece un pò in crescita il centrosinistra: 35,1% a fronte del 33,7% di dodici mesi fa e del 32,3% del 2008.
In generale, poi, secondo la ricerca, gli italiani pensano che la politica debba esprimere una sintesi dei valori cattolici e laici (39%) o che la presenza della Chiesa nella politica italiana sia eccessiva (36%).

Buttiglione: Lavoriamo contro la tentazione dell'assenteismo - «Anche gli ultimi sondaggi mostrano il grave disagio dei cattolici italiani verso questo sistema politico e i principali partiti. Che la metà dei fedeli praticanti al momento sia talmente sconcertata da rifugiarsi nell'astensione non sorprende: è inevitabile un periodo di sbandamento prima di lasciare la comoda strada vecchia per assumere quella più faticosa dell'assunzione di responsabilità politica. Bisogna lavorare per combattere la tentazione dell'astensionismo». Lo sottolinea, in una nota, il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione.
«Questo conferma - prosegue - che è giusta e indispensabile la via della costruzione di un movimento dei movimenti che riunisca le associazioni cattoliche perché si confrontino su un indirizzo di comune impegno socio-politico. Un movimento indipendente e che interloquisca con tutti, ma che non sia equidistante da tutti, assumendosi la responsabilità di scegliere a chi accordare la propria fiducia sulla base della condivisione di un orizzonte di valori, visioni e programmi».
«L'Udc, verso cui la fiducia dei cattolici è in crescita, deve sapersi porre come interlocutore privilegiato di questo movimento - sottolinea ancora Buttiglione - che ha la stessa origine culturale, e lo deve fare sapendo conquistare autorevolezza e credibilità attraverso un impegno politico concreto e fattivo e anche attraverso un significativo rinnovamento in osmosi con la società civile più vitale».

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