30 marzo 2020
Aggiornato 12:00
L'esame del testo riprenderà domani

Ddl libertà impresa, in Aula alla Camera solo 2 voti

Respinto l'emendamento soppressivo all'articolo 1. Boccia: «Pdl e Lega discutono del nulla». Della Vedova: «Provvedimento totalmente decontestualizzato»

ROMA - Quasi quattro ore e mezzo di discussione e soltanto due votazioni effettuate sulla riforma dell'articolo 41 della Costituzione sulla libertà di impresa: è il bilancio della seduta di questo pomeriggio dell'Aula della Camera dove maggioranza, governo e inizialmente anche il premier Silvio Berlusconi sono stati presenti in forze dalle 15 per garantire i numeri al provvedimento ed evitare il ripetersi di incidenti come quello sul Rendiconto.
Dopo una interruzione di quasi due ore per permettere al comitato dei Nove della commissione Affari Costituzionali di mettere a punto un nuovo emendamento al testo, l'Assemblea ha effettuato solo due votazioni: la prima sulla richiesta del Pd di un rinvio in Commissione (bocciata con 15 voti di scarto) e la seconda, dopo decine di interventi di Pd e Idv, sull'emendamento soppressivo dell'articolo 1, presentato dall'Idv, anche questo bocciato.
La seduta è stata quindi sospesa e l'esame del testo riprenderà domani mattina alle 9.30.

Boccia: «Pdl e Lega discutono del nulla» - «Pazzesco: mentre le imprese soffrono e non hanno liquidità per far fronte ai propri impegni, Pdl e Lega costringono il Parlamento a discutere del nulla. Oggi è andata in scena nell'Aula della Camera una rappresentazione triste dell'incapacità di governo e maggioranza di stare dalla parte del paese: hanno, infatti, imposto un confronto inutile su una legge che non vedrà mai la luce che propone inutili modifiche all'articolo 41 della Costituzione, equilibrato e giusto». Lo dice Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni Economiche del Gruppo del Pd alla Camera.
«E' l'ennesima pagina vergognosa. Intanto, l'unica cosa che può davvero interessare le imprese, cioè il decreto Sviluppo, non sarà fatto: il ministro Tremonti si è già messo per traverso, non ha i soldi e non intende recuperarli da chi li ha. Aspettiamo solo di capire - conclude Boccia -, dopo la mezza ammissione di oggi da parte di Berlusconi, come il governo lo annuncerà agli italiani».

Della Vedova: «Provvedimento totalmente decontestualizzato» - «Questa discussione sull'articolo 41 è totalmente decontestualizzata». Lo ha affermato il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, nel suo intervento in Aula.
«Siamo convinti - ha aggiunto - che le modifiche anche della prima parte della Costituzione non solo siano legittime ma anche opportune. Però una riforma così radicale e roboante dell'articolo 41, in un contesto in cui i principi che dovrebbero ispirarla sono estranei all'attività legislativa ordinaria e all'attività di Governo, ne rende il cammino molto faticoso.
Avremmo preferito discutere della riforma sulle ali di un grande provvedimento per lo sviluppo pieno di liberalizzazioni e intriso del principio di libertà economica. Avremmo preferito che uno strumento semplice di cui questa legislatura e questa maggioranza si è dotato, cioè la legge annuale sulla concorrenza, fosse stato utilizzato, prima di dire adesso sarà possibile tutto ciò che non è vietato».
«Diventa difficile capire - ha sottolineato Della Vedova - come una maggioranza che da due anni lascia marcire la legge annuale sulla concorrenza, che viene puntualmente disattesa da questo Governo, possa fare questa riforma. Avremmo preferito, infine, che in tema di riforme costituzionali si partisse dall'articolo 81 per l'inserimento in Costituzione del raggiungimento del pareggio di bilancio, che ad agosto in Commissioni riunite Tremonti indicò come una riforma da accelerare. Quello sarebbe stato un segnale importante anche rispetto ai mercati internazionali».

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