28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Il leader IDV: «La maggioranza non c'è più»

Di Pietro: «Governo a casa prima che ci scappi il morto»

«Su Milanese domani si verifica se in Pdl c'è chi ha dignità». Capezzone: «Di Pietro è un incendiario, il Pd rompa o è come lui». Farinone: «Di Pietro urla soltanto, il Pd ripensi l'alleanza»

ROMA - «Il governo e la sua maggioranza parlamentare non ci sono più. Domani sarà la cartina di tornasole per verificare se in Parlamento c'è ancora qualche parlamentare di maggioranza che ha un po' di dignità e di onore». Lo scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che contesta al governo di non avere «più nulla da dire o da dare» ma, «chiuso nel suo bunker, pensa di poter ancora governare il Paese mentre nel Paese sta sbocciando la rivolta sociale. Prima che ci scappi il morto, mandiamo a casa questo governo».
«Domani - ricorda - avremo a che fare con la richiesta di una misura cautelare, cioè mandare in carcere l'on. Milanese, un deputato che prima era un alto ufficiale della Guardia di Finanza e che è accusato di reati gravissimi contro la pubblica amministrazione dalla Procura di Napoli. Il Parlamento deve decidere se dare l'autorizzazione all'arresto o meno. E' agli atti che non v'è alcun fumus persecutionis, né alcun intento persecutorio. Lo ha dimostrato ancora ieri il gip di Napoli, dicendo che, a seguito delle ulteriori indagini svolte, si è accertato che le dazioni di pagamento sarebbero avvenute a Roma e che, quindi, è Roma la Procura competente».

«Il problema è la degenerazione del Parlamento» - «Domani però - prosegue il leader di Idv - si rischia che la decisione del Parlamento venga assunta non per motivi di legge ma per motivi politici: Siccome sei un parlamentare, noi non diamo l'autorizzazione all'arresto. Il problema, come vedete, non è solo Milanese. Il problema è la degenerazione di questo Parlamento, di questa maggioranza parlamentare e del suo governo che, mentre il mondo brucia, mentre l'Italia va a pezzi, mentre il Paese ha bisogno di interventi urgenti in materia economica, sociale, di rilancio della produzione industriale e di diritti civili, tiene impegnato il Parlamento per dire no all'arresto di un deputato accusato di essersi macchiato di gravi reati. Tiene impegnato il Senato per dire che il presidente del Consiglio non può essere processato perché Ruby Rubacuori, ai suoi occhi, era la nipote di Mubarak e, quindi, per salvare la dignità di un capo di Stato, non voleva che fosse arrestata. Tiene impegnato il Parlamento per il processo lungo, cioè per fare delle regole affinché i processi non arrivino mai a sentenza e i delinquenti stiano sempre fuori, perché questo serve a Berlusconi nel processo Mills. Tiene impegnata l'Aula per ridurre o eliminare le intercettazioni telefoniche come strumento di investigazione».

Capezzone: «Di Pietro è un incendiario, il Pd rompa o è come lui» - «Di Pietro ha toccato il fondo. Con la sua frase di oggi e il suo 'prima che ci scappi il morto', l'ex pm si conferma un incendiario irresponsabile». Lo afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, secondo il quale «ora il Pd ha il dovere politico di rompere con chi usa questi toni e soffia sul fuoco, in una situazione già delicata». «Non bastano - aggiunge - frasette di presa di distanza: se il Pd non compie un atto di rottura rispetto a questi metodi e a questi alleati, saremo autorizzati a pensare che la sinistra italiana sia come Di Pietro, e lo meriti come guida».

Farinone: «Di Pietro urla soltanto, il Pd ripensi l'alleanza» - «Quello di Di Pietro è un linguaggio che va oltre ogni legittima critica al governo. Un motivo in più per ragionare sulle future alleanze». Lo ha affermato il deputato del Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei. «Il centrosinistra deve dialogare, non urlare - continua Farinone - L'esempio è Prodi, non Di Pietro».