25 giugno 2024
Aggiornato 17:00
Festival della Dottrina sociale

Bertone: «La Chiesa promuova partecipazione e collaborazione»

«E' necessario un percorso di conversione permanente. Il Cristiano in politica valuti in modo critico le proposte in campo»

VERONA - «Oggi più che mai la Chiesa può e deve essere una scuola di partecipazione» e di «collaborazione». «Chi vuole impegnarsi per cambiare il mondo non può illudersi di farlo da solo», ma deve farlo «in una rete relazionale globale, mettendo in comune i diversi doni, le idee e le forze». Il cristiano in politica, deve essere capace di «valutare in modo critico i valori in campo, gli elementi, le proposte, le tendenze, per decifrarne le ambiguità e riconoscere i pericoli». E' questo l'auspicio fatto dal Segretario di Stato della Santa Sede, nel suo intervento al primo Festival della Dottrina sociale, la tre giorni promossa a Verona dalla Fondazione Giuseppe Toniolo alla quale hanno partecipato, nella giornata conclusiva, anche i due parlamentari del Pd Pierluigi Castagnetti e Giuseppe Fioroni.

Per il card. Bertone «partecipazione e collaborazione» sono due concetti che «domandano di radicarsi anzitutto a livello interiore, in una spiritualità che si traduce in atteggiamenti e stile di comportamento». E' necessario «correggere e ri-orientarsi», e vivere un percorso di «conversione, da intendersi come atteggiamento interiore permanente». «Chi vuole agire nel mondo per migliorarlo - ha spiegato - deve prima di tutto coltivare sempre in se stesso questo atteggiamento, considerando la propria vita come il primo campo in cui lavorare, con la grazia di Cristo».

Per il cristiano impegnato in politica, occorre, secondo il Segretario di Stato Vaticano, Tarciso Bertone, «discernimento, ossia la capacità di valutare in modo critico i valori in campo, gli elementi, le proposte, le tendenze, per decifrarne le ambiguità e riconoscere i pericoli, soprattutto quelli che minacciano la pace e la concordia o che, magari dietro una facciata allettante e 'politicamente corretta', possono attentare alla dignità dell'uomo».

«Il cristiano - ha spiegato nella sua lectio magistralis il cardinale - guarda al mondo come creazione di Dio, dunque non come luogo da cui uscire, per sfuggire dai mali che lo feriscono, ma al contrario in cui essere presente, come Gesù Cristo, per rinnovarlo dall'interno con la forza creatrice dello Spirito Santo, che opera in quanti con animo retto lottano e soffrono per il bene e la verità. La volontà di rinnovare le realtà secolari dall'interno comporta il rispetto della loro sana laicità e delle loro leggi proprie; implica inoltre la cura delle competenze specifiche nei diversi campi di studio e di lavoro».