18 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Pirateria marittima

Vicenda Savina Caylyn, Palazzo Chigi: Nessun intervento militare

«Così ci hanno chiesto i familiari ma c'è massimo impegno sul caso»

ROMA - «Su specifica richiesta delle famiglie non si è finora percorsa la strada dell'intervento militare per la liberazione degli ostaggi»: è quanto si legge in una nota di palazzo Chigi sulla vicenda dei marittimi italiani della petroliera Savina Caylyn, catturata dai pirati somali l'8 febbraio scorso.

«Il Governo italiano non può d'altra parte sostenere alcuna azione che si traduca in favoreggiamento del fenomeno della pirateria» prosegue il comunicato, in relazione alle ultime notizie di stampa secondo cui i prigionieri - in contatto con i familiari - sarebbero stati picchiati e vivrebbero in condizioni terribili, senza più nulla da mangiare.

«Le famiglie dei connazionali sequestrati hanno incontrato i massimi vertici istituzionali che hanno loro assicurato il massimo impegno del Governo» riferisce palazzo Chigi, ribadendo «l'appello agli organi di informazione di mantenere il necessario riserbo nell'interesse dei nostri connazionali».