22 gennaio 2022
Aggiornato 07:00
Manovra & Enti locali

L'Anci chiede una «Bicameralina» per il riordino degli enti locali

Napoli: «I sindaci restano in allerta. Serve un incontro urgente». Alemanno: «Giudizio sospeso». Polverini: «Ancora molte ombre». Zoggia (Pd): «Ddl costituzionale sulle province è un gioco di prestigio»

ROMA - Stralciare gli articoli 16 e 4 della manovra rispettivamente sull'abolizione dei comuni sotto i mille abitanti e sull'obbligo di cedere le partecipate, un incontro urgente per chiarire i punti in sospeso e istituire una sorta di «bicameralina» per definire il riassetto istituzionale degli enti locali in «tempi rapidissimi». Queste le principali richieste dell'Anci emerse nel corso del comitato direttivo riunitosi per fare il punto sulla manovra e illustrate nel corso di una conferenza stampa dal presidente dell'Anci, Osvaldo Napoli, dal vice presidente, Graziano Delrio e dal presidente dell'Anci Lombardia, Attilio Fontana. Le modifiche sono «apprezzabili», ha affermato Napoli «ma i sindaci restano in allerta».
«Fino a ieri - ha detto Napoli - la situazione per i comuni e gli enti locali era estremamente penalizzante e colpiva pesantemente in modo particolare i comuni che erano colpevolizzati ingiustamente. Poi dopo le modifiche le prospettive sono cambiate. Apprezziamo le aperture del governo sulla riduzione dei tagli che per i comuni passano da 1,75 miliardi a 850 milioni. Crediamo - ha aggiunto - che ci possano essere degli spazi per miglioramenti e lavoriamo per questo.
Chiediamo lo stralcio degli articoli 16 e 4 e siamo disponibilissimi a istituire una sorta di bicameralina con gli enti locali per arrivare entro fine anno a una verifica complessiva e al riordino istituzionale degli enti locali in tempi rapidissimi».
Napoli ha poi ricordato che l'Anci «ha mandato una lettera al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e ai ministri Maroni, Tremonti e Calderoli con la richiesta di una convocazione urgente per chiarire i punti in sospeso e migliorare la manovra. Siamo in allerta e attenti alla situazione che è in evoluzione perché non abbiamo ancora documenti scritti. Non sappiamo ancora il bene e il male della manovra per cui il giudizio è sospeso» ha concluso.

Alemanno: «Giudizio sospeso» - Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si riserva di dare un giudizio sulle modifiche fatte alla manovra in attesa di avere, insieme all'Anci, un incontro con Governo e commissione Bilancio del Senato per chiarire i punti ancora in sospeso. Lo ha detto a margine del comitato direttivo dell'Anci riunito in seduta straordinaria.
«Esprimo apprezzamento per i passi in avanti fatti ieri - ha affermato Alemanno - però il giudizio è sospeso perché non sappiamo dove si fermerà la pallina. Chiediamo un incontro al Governo e alla commissione Bilancio del Senato per avere dei chiarimenti sulle questioni ancora in sospeso, su come sarà spalmato il taglio da 3 miliardi e su alcuni punti che vanno chiariti, come l'affidamento in house o la possibilità di derogare al patto di stabilità. Al momento non ci sono iniziative in programma», ha aggiunto il sindaco di Roma.
A chi gli chiedeva se a questo punto si possa scatenare una sorta di lotta tra i vari enti locali per la ripartizione dei tagli, in particolare con le Regioni, Alemanno ha risposto: «La partita non è solo con le Regioni ma con tutti, Province, Comuni e Regioni».

Polverini: «Ancora molte ombre» - «Poche luci e ancora molte ombre: le correzioni alla manovra non danno tutte le risposte necessarie lasciando Regioni e enti locali ancora in uno stato di pesante sofferenza», è questo il commento della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. «Registriamo alcuni passi in avanti significativi per gli enti locali che vanno nella direzione che avevamo auspicato. Lo stralcio degli articoli 14, 15 e 16 dal DL 138, - aggiunge Polverini - ci soddisfa e risponde alla richiesta che, a nome delle regioni, avevo avanzato durante l'incontro della scorsa settimana con il segretario Alfano». «In questo modo - sottolinea il presidente della Regione Lazio - viene premiato il lavoro che abbiamo fatto in Conferenza delle regioni e nel confronto con il Pdl, per cercare di rimettere in carreggiata il rapporto tra pezzi di Stato che invadevano il campo delle rispettive competenze, e si riconduce il confronto sul governo del territorio negli ambiti previsti dalla Costituzione». E «lo stralcio di questi articoli consentirà una maggiore incisività all'obiettivo di ridurre ancora di più i cosiddetti costi della politica. Così come è apprezzabile la parte di anticipazione del federalismo che riguarda la partecipazione delle Regioni e degli Enti Locali alla lotta all'evasione fiscale, che va nella giusta direzione ed accoglie una nostra specifica richiesta».
«Qui, però, si fermano le buone notizie. Mancano - sottolinea Polverini - risposte per la parte economica su alcuni aspetti fondamentali che riguardano il fondo per le politiche sociali, quello per il trasporto pubblico locale, i FAS, ovvero i fondi per le aree sottosviluppate, il recupero dei trasferimenti tagliati con le precedenti manovre, la possibilità di destinare agli investimenti, fuori dal patto di stabilità, le quote di risparmio corrente eventualmente conseguite».

Zaia: «Una vittoria la riduzione dei tagli agli enti locali» - «Ieri con la rivendicazione delle amministrazioni abbiamo ottenuto una vittoria, qualcuno dice parziale, di una riduzione importante del taglio sugli Enti locali. Questo è il primo dato positivo. Lo ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia commentando la manovra a margine di un incontro con la stampa a Venezia.
«E' una manovra che dovremo seguire e sicuramente vigilare, in questo momento - ha proseguito Zaia - sono depositati mille emendamenti. Noi dovremo monitorare questa fase importante e io sarò a Roma domani e giovedì e parteciperà ad riunioni con gli altri presidenti di regione».
Al bilancio del Veneto mancano ancora 200 milioni di euro: «Per quanto riguarda il Veneto a bilancio mi risultano ancora meno 200 milioni di euro, e restano ancora finché non vedremo l'emendamento e finché non vedremo approvata la manovra».
«E' stato fatto uno sforzo per ridurre il sacrificio agli enti locali - ha concluso Zaia - ma dovremo vigilare perché non possiamo chiudere altrimenti i bilanci».

Zoggia (Pd): «Ddl costituzionale sulle province è un gioco di prestigio» - «Capiremo le reali intenzioni del governo solo quando sarà possibile vedere il ddl costituzionale: per ora stando alle dichiarazioni dei suoi esponenti, peraltro divisi, ci sembra solo l'ennesimo gioco di prestigio. Vedremo se si andrà in direzione di una vera riforma o se si sarà trattato dell'ennesima manovra dilatoria». E' quanto dichiarazione Davide Zoggia, responsabile enti locali del Pd, a proposito dell'annunciato ddl costituzionale sull'abolizione delle province.
«Per esempio l'emendamento avanzato dal Pd, che propone l'immediata costituzione delle città metropolitane abolendo le relative province, sarà un primo decisivo banco di prova sulle intenzioni del governo», spiega Zoggia che osserva: «Fino ad oggi il centrodestra e la Lega si sono sottratti a tutte le richieste e le proposte avanzate per un ammodernamento degli assetti istituzionali al fine di renderli più efficienti e rispondenti alle esigenze del paese. Noi continuiamo a chiedere un intervento serio e deciso per un riassetto generale dell'architettura istituzionale del paese al fine di evitare interventi parziali e addirittura controproducenti. Noi con chiarezza e coerenza andiamo avanti su questa strada, rimane da capire cosa vuole fare il centrodestra. Il tempo stringe e l'ora della verità si avvicina. Per il momento quello che abbiamo visto è una manovra depressiva, iniqua e che colpisce soprattutto chi le tasse le paga e le ha sempre pagate».

Il Comune di Napoli aderisce allo sciopero indetto dalla Cgil - Il Comune di Napoli aderisce allo sciopero generale proclamato per il 6 settembre dalla Cgil. Alla manifestazione organizzata nel capoluogo campano, prenderà parte il vicesindaco Tommaso Sodano, essendo il sindaco Luigi de Magistris impegnato, quel giorno, alla Biennale di Venezia, come previsto da tempo.
«La manovra finanziaria del Governo - ha commentato de Magistris - penalizza gli enti locali con pesanti tagli che costringeranno a incrementare le tariffe e le tasse oppure a diminuire le prestazioni nel settore del welfare e dei servizi pubblici. La manovra finanziaria - ha aggiunto - insiste negativamente sul Mezzogiorno del Paese e sulle fasce deboli, oltre a rappresentare un pericoloso vulnus ai diritti dei lavoratori in particolare con le misure introdotte dall'articolo 8 del provvedimento. Per questo - ha concluso il sindaco - ci auguriamo che il Governo compia un'inversione di rotta, per questo sosteniamo le ragioni dello sciopero del 6 settembre».