20 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Manovra economica | Enti locali

Napoli: «Chiediamo lo stralcio del provvedimento per i piccoli comuni»

Il Presidente dell'ANCI: «Azzerare gli emolumenti dei Consiglieri nei piccoli comuni». Idv: «Le Province vanno abolite, continua la raccolta firme»

MILANO - L'Anci chiede al governo lo stralcio del provvedimento sui piccoli comuni dalla manovra finanziaria per inserirlo nel Codice delle Autonomie, una richiesta che il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli si impegna a esaminare, per fornire una risposta entro 4-5 giorni. Lo ha detto il presidente facente funzioni dell'Anci Osvaldo Napoli, al termine di un incontro nella sede della Lega di via Bellerio a cui hanno partecipato per la Lega anche Federico Bricolo, Giancarlo Giorgetti e per gli enti locali il coordinatore della Consulta di piccoli comuni Mauro Guerra e il presidente dei comuni montani Enrico Borghi.
«E' stato un incontro interessante e positivo - ha spiegato Napoli - la modifica del provvedimento è un passo avanti ma non è sufficiente. Valuteremo che cosa ci proporrà il ministro, che ci darà una risposta in 4-5 giorni». Si tratta comunque, ha spiegato Napoli, più di una questione normativa che di tagli: «sono 4-5 milioni di spesa su una manovra di 45 miliardi». Osvaldo Napoli ha precisato che durante l'incontro non sono stati toccati gli argomenti dell'Iva o delle pensioni.

Napoli: «Azzerare gli emolumenti dei Consiglieri nei piccoli comuni» - Il presidente facente funzioni dell'Anci, Osvaldo Napoli, chiede di «modificare completamente il provvedimento sui piccoli comuni» perché «iniquo e non corretto anche in termini costituzionali». Napoli, ha spiegato che una delle proposte che farà ai vertici leghisti, insieme al presidente dei Comuni montani Enrico Borghi e al coordinatore nazionale della Consulta piccoli comuni Mauro Guerra, sarà di «conservare gli emolumenti dei consiglieri dei piccoli comuni e mantenere i consigli comunali come sono».
«Il sindaco unico, ovvero una specie di podestà - ha detto Napoli parlando della misura di accorpamento dei piccoli comuni prevista dalla manovra - è fuori da ogni pensiero democratico. I piccoli comuni sono quelli che spendono di meno sotto i mille abitanti un consigliere prende 17 euro lordi a seduta, per tre o quattro sedute l'anno. Se è questo è il costo della casta politica...oggi siamo venuti a spiegare che chi ha scritto questo ha scritto cavolate».
I rappresentati dell'Anci, ha spiegato Napoli, sono stati convocati dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli: «Parleremo di piccoli comuni e non di tagli. Ma siamo convinti che una manovra che raddoppia gli interventi sugli enti locali, 16 miliardi in tre anni, i comuni non riescono a sopportarla nemmeno aumentando l'Irpef». Il presidente dell'Anci ha ammesso che «con questi tagli il federalismo ha grossi problemi ad essere attuato. La manovra è talmente eccessiva che mi auguro sia rivista almeno in parte».

Idv: «Le Province vanno abolite, continua la raccolta firme» - «L'Italia dei Valori vuole l'abolizione di tutte le province e non solo quella di alcune di esse. La casta, infatti, vuole salvarne diverse, come per il caso di Sondrio, per favorire ancora una volta gli amici degli amici. La nostra battaglia contro gli sprechi non si è fermata neanche ad agosto, dopo che la proposta dell'IdV per la completa abolizione delle province, è stata respinta dal Parlamento». E' quanto ha affermato in una nota il responsabile Enti locali dell'Italia dei Valori, Ignazio Messina, che ha poi aggiunto: «Anche in questa occasione non ci siamo arresi e la raccolta firme per il ddl di iniziativa popolare, iniziata lo scorso sei agosto a Montenero di Bisaccia, procede senza sosta e va a gonfie vele. Il prossimo importante appuntamento è fissato per questo week end quando, nelle principali piazze italiane, il 27 e il 28 agosto saranno allestiti 100 banchetti per dare la possibilità ai cittadini di apporre la propria firma per cancellare le province. L'obiettivo - ha spiegato - è raggiungere quota 50 mila sottoscrizioni entro settembre». «L'Italia dei Valori è contraria, invece, alla cancellazione delle prefetture e delle questure perché riteniamo che siano importanti presidi del territorio a tutela della legalità» ha concluso.

Stradiotto (Pd): «Enti locali, non si usi criterio abitanti» - «La manovra approvata dal Governo va in una direzione opposta a quella di una buona e corretta amministrazione, mortificando gli enti locali anziché valorizzarli e utilizzarli». Lo scrive Marco Stradiotto, senatore del Pd, sul sito di «TrecentoSessanta», l'Associazione di Enrico Letta.
«In oltre 60 anni di fasi economico-politiche difficili - continua - la nostra Repubblica ha potuto sempre contare sulle autonomie locali che hanno contribuito a tenere unito e a far crescere il Paese. È proprio negli enti locali, infatti, che il principio del pareggio di bilancio esiste da sempre. Certo, anche tra i Comuni e le Province numerosi sono i casi di enti spreconi e di amministratori locali poco seri. Ma se si vuole risparmiare davvero, il parametro per giudicare un ente utile o meno non può essere rappresentato dal numero di abitanti».
«E nemmeno possiamo valutare la buona condotta di un Ente attraverso l'attuale meccanismo del Patto di stabilità - aggiunge - I parametri da considerare per intervenire sia sui costi della politica, sia sugli enti locali, devono essere collegabili e proporzionali alle entrate proprie. Ad esempio, potremmo chiedere che il costo per pagare l'indennità al Sindaco e ai componenti della Giunta e del Consiglio non superi il 5% delle entrate proprie, valore che attualmente è superato da numerose amministrazioni che hanno più di 1000 abitanti. Il Patto di Stabilità, invece, oltre al parametro delle spese per 'le indennità politiche' rapportate alle entrate proprie dovrebbe considerare anche il parametro delle spese del personale in rapporto alle entrate proprie e il rapporto dell'indebitamento rispetto alle entrate proprie».
«In tal modo - conclude - si otterrebbe un maggiore risparmio rispetto a quanto previsto dalla manovra e gli enti locali sarebbero indotti a ridurre il debito e a combattere maggiormente l'evasione fiscale. Con poche modifiche, avremmo un taglio degli sprechi proporzionale a quanto realmente un ente costa, e non verremmo meno al principio di sussidiarietà per quegli enti che, seppur virtuosi, sarebbero messi in ginocchio solo perché con meno di 1000 abitanti. Infine, non ci imporremmo come Stato centralista che decide dall'alto il destino degli enti locali, ma metteremmo i cittadini stessi nella condizione di decidere quali sono gli enti da sopprimere».