28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
«Cattolici in politica, no a sintesi utopistiche»

Cardinale Bagnasco: Serve moralità di ogni azione pubblica o privata

Per il Presidente della Conferenza episcopale italiana messa pontificale a Genova per San Lorenzo

GENOVA - Nel Vangelo «si esprime forte e chiaro anche il richiamo alla necessaria moralità di ogni azione personale e pubblica»: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana.

«Sappiamo che le realtà temporali si reggono secondo norme proprie - non si consulta il Vangelo per avere le conoscenze tecniche proprie delle professioni - ma nel Vangelo si esprime forte e chiaro anche il richiamo alla necessaria moralità di ogni azione personale e pubblica», ha detto l'arcivescovo di Genova che alle 10.30 ha celebrato la messa pontificale in occasione della solennità di San Lorenzo nella cattedrale a lui dedicata. «Non solo - ha proseguito Bagnasco - ma è nella dimensione religiosa che l'uomo può trovare di fatto il fondamento ultimo dei riferimenti etici universali. Senza una radice trascendente, dove possono poggiare le leggi morali che illuminano l'agire dei singoli, delle istituzioni e della società? Resta solo la dinamica aleatoria dei numeri e delle opinioni - ha detto Bagnasco - quando non addirittura delle pressioni e degli interessi più forti».

 - Il «patrimonio» rappresentato dai cattolici in politica «non può essere dilapidato da nessuno, né dissolto per ignavia o per utopistiche sintesi e contaminazioni».
«La fede cristiana non attenta in nessun modo alla vita sociale», ha detto l'arcivescovo di Genova che alle 10.30 ha celebrato la messa pontificale in occasione della solennità di San Lorenzo nella cattedrale a lui dedicata. «Ed ecco perché i cristiani hanno un apporto originale e necessario da portare alla vita sociale e politica: essi hanno l'onore e l'onere di ricordare a tutti chi è l'uomo, quali sono i suoi principi costitutivi, la necessità dell'etica, il suo fondamento trascendente, la via aurea dell'autentica giustizia e del bene comune. Per questa ragione - ha proseguito il porporato - il mondo cattolico rappresenta per la società un vivaio di valori, energie ed esperienze consolidate, che continuerà a mettere a disposizione del Paese: questo patrimonio non può essere dilapidato da nessuno, né dissolto per ignavia o per utopistiche sintesi e contaminazioni. Le molteplici aggregazioni laicali cattoliche o ispirate cristianamente, le parrocchie e molte altre realtà, sono un popolo sempre più attento alla vita sociale e politica, anche se nell'agone pubblico vengono a volte liquidate come minoranze sparute e smarrite. Ma - ha concluso Bagnasco - così non è e non sarà».

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