7 dicembre 2019
Aggiornato 06:30
Governo | Maggioranza

Pisanu rilancia il «patto di legislatura» con le opposizioni

Intervistato dal Corriere della Sera: «Bossi-Berlusconi aprano a riforme e manovra da 50 mld bipartisan»

ROMA - 'Patto di legislatura' maggioranza-opposizione per «realizzare insieme» da qui al 2013 le riforme istituzionali che mettano fine all'eterna transizione italiana ed una seria manovra economica di correzione dei conti pubblici «da 50 mila miliardi» che, a costo di sfidare l'impopolarità, metta definitivamente in sicurezza economica il Paese. Il Presidente Pdl dell'Antimafia Beppe Pisanu è tornato a vestire pubblicamente i panni del pontiere, levatore di un'intesa bipartisan per governare la seconda parte di legislatura all'insegna dell'unità nazionale.

Pisanu, intervistato dal Corriere della sera, ha evitato accuratamente la risposta alla domanda delle cento pistole se tale unità nazionale possa realizzarsi con ancora in carica questo premier e questo governo o se postuli un cambio della guardia a palazzo Chigi e dintorni: «prima i contenuti e poi i contenitori..» ha detto in proposito da democristiano d'esperienza.
Ad oggi, «se fossi in Berlusconi e Bossi - è quel che per Pisanu conta ora dire e fare - lancerei all'opposizione una sfida a tutto campo: facciamo insieme una manovra quadriennale da 50 miliardi, completiamo le riforme, tracciamo insieme le linee fondamentali del futuro d'Italia. Dopo di che torneremo ad essere avversari su tutto il resto e ci collocheremo su schieramenti alternativi, secondo le nostre vocazioni naturali».

Alle opposizioni, Bersani, Fini e Casini in particolare, Pisanu ha chiesto invece di «dimostrare di avere coscienza del rischio storico che il Paese sta correndo», offrendosi loro l'occasione di «legittimarsi come forza alternativa di governo». D'altra parte Pisanu è ben consapevole che se dovesse allargarsi e cambiare la maggioranza di governo, sarebbero i contenuti stessi di riforme e manovra a cambiare. «Cosa impedirebbe di pensare - si è domandato - che dopo un eventuale cambio di maggioranza di governo non cambierebbe anche la manovra finanziaria?». Anche perchè «decisioni strategiche come queste - dice del decreto appena approvato dal Governo in arrivo in Parlamento- se prese a colpi di maggioranza potrebbero insospettire i mercati, facendo apparire il Paese debole e poco affidabile».