12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Consiglio Nazionale PDL

Pdl, venerdì il Consiglio, ma è tensione su tempi e modalità voto

Giovedì la riunione dei malpancisti. «Correntone» teme coordinatori forti

ROMA - Pdl ancora in fibrillazione e non soltanto per la manovra. Anzi, il varo del provvedimento di finanza pubblica rischia di tenere in ombra un altro appuntamento cui si prepara il partito di maggioranza relativa: ossia il Consiglio nazionale che si terrà il primo luglio e che sancirà la nomina di Angelino Alfano a segretario.
A mettere in agitazione soprattutto il cosiddetto correntone azzurro è la ristrettezza dei tempi previsti per l'assise (inizio alle 10 e conclusione all'ora di pranzo) e una voce che riguarda le modalità attraverso cui i coordinatori vorrebbero certificare il raggiungimento del quorum. La carta del Pdl prevede infatti che le modifiche statutarie possano essere varate dal Cn «con il voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto».

COORDINATORI FORTI - Tra le ipotesi che circolano c'è, per l'appunto, quella che i partecipanti vengano chiamati al loro arrivo a firmare un modulo che ne certifica la presenza e che questo possa essere fatto valere come prova del raggiungimento del quorum al momento della messa in votazione dell'unica mozione presentata, che a quel punto potrebbe essere approvata direttamente per acclamazione e non attraverso un voto. Lo statuto attuale, sottolineano sempre fonti ex azzurre, non stabilisce nulla di specifico sulle modalità per la richiesta di un voto per alzata di mano e quante persone debbano fare richiesta. Un timore che, sempre nel correntone azzurro, si unisce alla constatazione che i tempi del Consiglio saranno molto ristretti e che non molti sui circa mille partecipanti avranno facoltà di prendere la parola. Non che venga messa in discussione la figura o il ruolo di Angelino Alfano, che anzi si vorrebbe ancora più libero di muoversi. Semmai si sottolinea il ruolo ancora molto forte che in questa partita avrebbero i coordinatori.

GIOVEDÌ VERTICE DEI «MALPANCISTI» - Voci, per ora. Ma che contribuiscono ad alimentare i sospetti e i timori che stanno caratterizzando la vigilia dell'appuntamento, con riunioni di 'corrente' che si moltiplicano. Giovedì, alla vigilia del Consiglio, si terrà un incontro, ispirato da Claudio Scajola, e «aperto» a tutti quelli che hanno mostrato malessere verso la vecchia gestione del triumvirato. Intanto l'ex ministro dello Sviluppo ha già fatto sentire la sua voce, con una lettera inviata proprio ad Alfano in cui si sottolinea la necessità che il Consiglio nazionale Pdl «vada al di là dei pur importanti adempimenti statutari e assuma un profilo politico di grande rilievo». In pratica Scajola ha chiesto di «prospettare un cambiamento vero, che incida in modo profondo nella struttura del partito, per rinnovarlo radicalmente: un partito fatto di regole e di luoghi di incontro e di discussione, con l'elezione di tutti gli organi dalla periferia al centro, e con l'indicazione dal basso anche dei candidati».