31 marzo 2020
Aggiornato 10:00
Continuano le proteste alla Fincantieri

Di Pietro-Zipponi: Vuoto di politica industriale

«Serve un piano nazionale. Camere e Governo ne discutano»

ROMA - Sono giuste le proteste dei dipendenti Fincantieri, l'Italia sconta un «vuoto totale di politica industriale». Lo hanno detto il leader di Idv Antonio Di Pietro e il responsabile lavoro del partito Maurizio Zipponi: «Le proteste degli operai di Fincantieri da Genova, Ancona, fino a Napoli e a Palermo sono sacrosante. Non si tratta solo dei posti di lavoro, ma il vero problema è il vuoto totale di politica industriale nel settore naval-meccanico e cantieristico».

PIANO NAZIONALE DI SETTORE - Secondo Idv, «la convocazione dei sindacati per il 3 giugno, presso il ministero dello Sviluppo economico, è una data troppo lontana, come inadeguata è la sede del ministro Romani, che si è rivelato inattendibile su ogni settore industriale, ad eccezione delle frequenze televisive che interessano il suo capo. Per l'IdV, Fincantieri è un patrimonio nazionale che non può andare perso, e la vicenda deve essere affrontata innanzitutto con un piano nazionale di settore. Un piano che deve comprendere le politiche delle nuove autostrade del mare e gli incentivi alla rottamazione delle navi obsolete, come previsto dalla Comunità europea, strumenti finanziari di sostegno a chi investe nel settore del movimento merci e turismo via mare».
«L'IdV - concludono Di Pietro e Zipponi - chiederà che sia la presidenza del consiglio a occuparsi direttamente di Fincantieri e che le soluzioni, concordate con le organizzazioni sindacali, siano discusse anche dalle Camere in modo da lanciare un segnale positivo di ascolto agli operai che così duramente stanno protestando, perché in gioco c'è la loro vita lavorativa e il futuro della loro famiglia».

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